Coronavirus e italiani in viaggio, tra chi chiude le frontiere e chi le controlla

La paura che la malattia si diffonda a livello planetario limita gli spostamenti dei cittadini. Tante le disdette negli alberghi veronesi, ma anche di voli per l'estero

Foto di repertorio

Un virus si aggira per il mondo, è il Covid-19 e per evitare di essere contagiati in molti limitano i propri spostamenti. Attività economiche come bar, ristoranti, pasticcerie hanno visto un netto abbassamento del numero di clienti ed è più la paura del coronavirus a paralizzare la cittadinanza piuttosto che il virus stesso. E se in tanti non vanno più al bar o al mercato, figuriamoci quanti sono quelli che decidono di disdire il loro viaggio. Negli alberghi le rinunce fioccano e anche i passeggeri dei voli sono calati nei giorni scorsi con percentuali a due cifre. 

Non si viaggia verso il Veneto perché c'è un focolaio di coronavirus, ma sono diminuiti anche coloro che partono dagli aeroporti veneti. Il timore è che la propria vacanza venga rovinata dalle misure di contenimento dei contagi o che venga addirittura bloccata come è successo ai turisti lombardi e veneti alle Mauritius

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I viaggiatori possono comunque vantare i loro diritti, come ricordato da Adiconsum Verona, ma comunque una vacanza rovinata rimane rovinata, anche quando viene risarcita. E così è sempre meglio informarsi in caso di viaggio all'estero, tenendo soprattutto d'occhio gli aggiornamenti del sito Viaggiare Sicuri, che tempestivamente pubblica i provvedimenti presi dai vari paesi sul coronavirus. In questo modo, i viaggiatori possono farsi un'idea e soprattutto sapere se ci sono restrizioni sugli arrivi. Perché ogni paese reagisce in modo diverso e così, ad esempio, in Arabia Saudita gli italiani non possono andare, mentre in Polonia o in Germania si può, purché si adottino misure di auto-monitoraggio. Anche Capo Verde ha voluto interrompere i collegamenti aerei con l'Italia, mentre altri paesi come la Repubblica Ceca hanno predisposto all'aeroporto di Praga dei gate appositi per chi arriva dallo Stivale, così da poter svolgere sul posto i dovuti controlli. E controlli all'ingresso del paese anche per chi è diretto in Ucraina o in Lettonia, mentre c'è libertà di circolazione in altri paesi europei, anche se a tutti viene richiesta la massima collaborazione nel caso si manifestassero i sintomi del coronavirus.

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