Coronavirus, emergenza economica affrontata insieme a quella sanitaria

Le autorità non ascoltano solo esperti e medici per limitare i contagi, ma si confrontano anche con i rappresentanti del mondo dell'economia per presentare al Governo proposte di sostegno

Riunione in Regione Veneto con i rappresentanti delle categorie economiche regionali

In attesa di nuovi aggiornamenti sul numero di contagiati da coronavirus in Veneto, resta valido l'ultimo report fornito dalla Regione ieri sera, 2 marzo: 291 casi positivi tutta la regione, tra cui i 14 della provincia di Verona. Nel Veronese la maggior parte dei malati presenta forme molto lievi e solo tre pazienti sono stati ricoverati in ospedale, due nell'ospedale di Borgo Roma a Verona e uno in quello di Legnago. Nessuno dei tre, comunque, si trova in terapia intensiva.
Sull'identità e sulla provenienza dei contagiati da coronavirus nel Veronese c'è il massimo riserbo. Si sa che i primi due casi si sono verificati nel capoluogo, ma almeno un altro caso riguarda il territorio di Casaleone, come confermato domenica, 1 febbraio, via Facebook dal sindaco Andrea Gennari. 

Ma oltre all'emergenza sanitaria si cerca di fronteggiare anche l'emergenza economica. A Verona, la giunta comunale ha incaricato l'assessore al commercio e alle attività produttive Nicolò Zavarise di ascoltare le esigenze di tutte le categorie economiche cittadine, esigenze che poi saranno sottoposte al Governo. L'assessore si era già incontrato con tutti i rappresentanti cittadini del mondo economico ed ha predisposto una lettera da inviare a Roma.
Fra le misure urgenti evidenziate dalle osservazioni raccolte dal comporto industria e commercio ci sono la sospensione dei pagamenti per tasse e contributi previdenziali; il riconoscimento di un credito d'imposta per ogni giorno di attività chiusa; la riduzione delle aliquote Irap, Irpef e Imu; l'accesso agevolato al credito e agli ammortizzatori sociali esistenti; sospensione del pagamento delle rate dei mutui.
Sul fronte dell'agricoltura, invece, sono richieste: l'interruzione dei versamenti e degli adempimenti tributari; il blocco dei pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere. Infine, alla ripresa dei pagamenti, rate ridotte, senza applicazione di sanzioni e interessi.
Per il turismo: possibilità per tutte le imprese turistiche di utilizzare i voucher senza limitazioni; riconoscimento di forme di detrazione fiscale per le spese di soggiorno; abbassamento della soglia alle transazioni tax free per incentivare il ritorno dei turisti esteri in Italia; incremento del credito d’imposta per la partecipazione alle fiere internazionali. Infine, a livello europeo, la richiesta di utilizzare dei fondi finora non assegnati.

Si tratta di misure che come amministrazione comunale chiediamo al Governo di attuare quanto prima nei settori commercio, turismo, agricoltura e industria, così da arginare i pesanti disagi economici che stanno compromettendo la nostra economia - ha detto Zavarise - Auspichiamo oggi più che mai una forte collaborazione da parte degli organismi governativi, che non possono rimanere inermi di fronte a quanto sta accadendo. Rivolgo un appello ai cittadini veronesi: nessun allarme, nessuna emergenza, viviamo la quotidianità e torniamo a godere della splendida città che è Verona, con la piena consapevolezza che la tutela della salute pubblica è assoluta priorità delle amministrazioni e delle autorità sanitarie.

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E come Zavarise ha incontrato i rappresentanti dell'economia, così ha fatto anche l'assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato. «Tutto il nord Italia è zona rossa economica e come tale va trattato - ha detto Marcato - Noi non chiediamo aiuto solo per il Veneto. Se si ferma l’economia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna significa che si ferma l'intero Paese. È il momento di ragionare in maniera unitaria, di raccogliere le istanze e di portarle al Governo, perché siano presi provvedimenti per rimettere in moto il nostro sistema economico. Una soluzione immediata c’è. Ci sono 83 miliardi di opere pubbliche ferme per pastoie burocratiche. Per rilanciare la nostra economia basta farle partire. E le moratorie non bastano, serve liquidità alle nostre imprese per ripartire e a questo punteremo».
L'assessore, infine, ha annunciato che nei prossimi giorni verrà messo in agenda un incontro con i rappresentanti del mondo delle banche. «Serve che le banche abbiano un atteggiamento adeguato alla situazione - ha concluso Marcato - Le imprese devono essere supportate dalle banche per rimettersi in piedi. La Regione ha già attivato la sezione speciale presso il fondo centrale di garanzia per aumentare la possibilità di fare credito e stiamo ragionando sull'attivazione di contributi a fondo perduto».

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