Coronavirus: «Tende fuori dagli ospedali per tamponi ed altre attività»

«Già adesso disponiamo di strutture come queste per un totale di 900 posti, che mettiamo in campo, prevedendo anche il peggio, per fungere da polmone di sfogo in caso di arrivo di molti pazienti», ha annunciato Luca Zaia

Test in corso in un ospedale di Milano - Foto Ansa

In queste ore, all’esterno dei Pronto Soccorso di vari ospedali, stiamo allestendo delle tende specificamente attrezzate che possono essere estremamente utili per molte necessità. Siamo sul pezzo. Già adesso disponiamo di strutture come queste per un totale di 900 posti, che mettiamo in campo, prevedendo anche il peggio, per fungere da polmone di sfogo in caso di arrivo di molti pazienti.

Lo riferisce il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, che anche lunedì ha seguito, dalla sala operativa della Protezione Civile a Marghera, l’andamento della situazione del coronavirus.

TUTTI I PROVVEDIMENTI PRESI IN VENETO

Al momento – precisa l’assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin – abbiamo ricevuto richieste per gli ospedali di Verona, Padova, Dolo, Mirano, Feltre e Belluno e i nostri uomini stanno provvedendo. Sono tende dall’utilizzo molto elastico e perfettamente attrezzate per svolgere il loro compito.

Le useremo appena operative – aggiunge l’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin – per svolgere le attività di raccolta dei tamponi di controllo e verifiche sulle persone che si dovessero presentare, con lo scopo di alleggerire, almeno in parte, la pressione sulle strutture ospedaliere interne, evitando di intasare i reparti di Pronto Soccorso e di Malattie Infettive per attività non direttamente connesse alle loro specificità.

ECONOMIA - Martedì 25 febbraio il presidente del Veneto ha convocato nella sede della protezione civile a Marghera (via Paolucci 34) i rappresentanti delle istituzioni locali e del mondo economico e sociale per una valutazione comune sulle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza coronavirus.
Al vertice regionale, che avrà inizio alle ore 11, sono stati invitati i rappresentanti di Anci, Upi, Uncem, Provincia di Belluno e Città metropolitana di Venezia, i presidenti delle organizzazioni imprenditoriali dell’industria, del commercio, del turismo, dell’artigianato, dell’agricoltura, e del mondo delle professioni, Unioncamere, i rappresentanti del mondo cooperativo, i segretari delle organizzazioni sindacali, i rettori delle università venete, i rappresentanti del mondo bancario, il Forum del terzo settore, e il mondo del volontariato, i rappresentanti delle scuole paritarie dell’infanzia e degli enti di formazione professionale

Questione questa che preoccupa Casartigiani Verona, la quale afferma che è necessaria una particolare attenzione a questo virus ed è corretto applicare tutte le prevenzioni possibili, ma tuttavia «l’ipotesi di un possibile blocco delle attività ci preoccupa non poco per le ricadute negative che potrebbe avere sulle aziende». 

Il danno economico che questa situazione potrebbe causare – ha affermato Luca Luppi presidente di Casartigiani Verona – è molto rilevante e non riguarda solo il turismo, ma anche le tante attività dell’indotto. Nella maggior parte dei casi sono imprese artigiane e microimprese che non hanno la possibilità di rimanere ferme per molto tempo. La richiesta già avanzata dalla Confederazione nazionale è quella di un intervento a tutela delle aziende e dei lavoratori, come la cassa integrazione temporanea e la sospensione di mutui e tasse, qualora il panorama si facesse più grave e duraturo.

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