Ospedale di Negrar, privato ma in prima linea nella lotta al coronavirus

In isolamento nel suo reparto di malattie infettive e tropicali ci sono due contagiati dal virus, un uomo e una donna di circa 60 anni. E davanti al pronto soccorso sono state allestite le tende della protezione civile

Ingresso del reparto di malattie infettive e tropicale dell'ospedale di Negrar (Foto Ennevi)

L'unico dettaglio negativo sul coronavirus a Verona è che i casi continuano a salire. Nell'ultimo aggiornamento fornito dalla Regione Veneto, quello delle 17 di ieri, 4 marzo, i tamponi positivi certificati in provincia di Verona sono diventati 25, tre in più rispetto al report di ieri mattina. Per il resto, le notizie sono confortanti: i ricoverati restano nove, nessuno in terapia intensiva e addirittura due dei quattro pazienti dell'ospedale di Borgo Roma potrebbero essere dimessi a breve perché guariti. Stabili, e quindi non in gravi condizioni, i tre malati nell'ospedale di Legnago e i due nell'ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, struttura quest'ultima dove si trova, tra l'altro, anche il laboratorio di microbiologia in cui si analizzano tutti i tamponi effettuati negli ospedali dell'Ulss 9 Scaligera.

Pur essendo privato, l'ospedale di Negrar è costantemente in collegamento con le altre strutture del territorio veneto e svolge l'attività di una struttura sanitaria dotata di un reparto di malattie infettive. Infatti, per l'emergenza epidemiologica da nuovo coronavirus il Sacro Cuore Don Calabria ha messo a disposizione della Regione in caso di necessità due posti di terapia intensiva e altri quattro saranno predisposti nei prossimi giorni.
Da ieri, inoltre, sono entrare in funzione le due tensostrutture allestite dalla protezione civile per garantire un percorso separato ai pazienti con sindrome influenzale che si rivolgono al pronto soccorso. Le tende sono riscaldate, dotate di luce, linea telefonica e postazione computer. E una delle tende ha funzione di pre-triage. Sulla porta del pronto soccorso è stato collocato un cartello informativo in cui è raccomandato a chiunque presenti febbre, tosse o sintomi respiratori di non entrare ma di recarsi nella tenda. Qui un infermiere svolge il triage prendendo in carico il paziente per gli accertamenti previsti per l'infezione Covid-19: visita, esami del sangue e raggi x del torace, che sono effettuati in un ambulatorio adiacente al pronto soccorso, ma lontano dalla sala di attesa e dagli ambulatori del servizio. In attesa dei referti, i pazienti sono fatti accomodare nella seconda tenda.

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Sui malati in isolamento nel reparto di malattie infettive e tropicali, l'ospedale di Negrar ha dichiarato che sono un uomo e una donna di circa 60 anni. E su un terzo ipotetico paziente sono ancora in corso accertamenti. Tutti e tre provengono da fuori provincia.

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