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Martedì, 25 Gennaio 2022
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Onlus Diana a Zaia: «Tamponi gratis per i visitatori di rsa e strutture per disabili»

L'associazione impegnata nella difesa dei diritti dei cittadini non autosufficienti ha lanciato una petizione contro la decisione della Regione di obbligare i visitatori a sottoporsi a test antigenici a pagamento

Con una delibera approvata l'11 novembre scorso, la giunta regionale ha aggiornato il piano di sanità pubblica del Veneto, introducendo una novità per i visitatori delle residenze sanitarie assistenziali e per disabili. Chiunque, quindi parenti e non, voglia incontrare gli ospiti di queste strutture dovrà sottoporsi ad un tampone antigenico prima della visita, anche se dotato di Green Pass. Il dettaglio che ha fatto scattare la protesta è che il test non sarà gratuito e quindi i cittadini dovranno pagarsi un tampone ogni volta che vorranno andare a trovare un proprio congiunto nella struttura che lo ospita.

Contro questa decisione della Regione Veneto si è mossa la onlus di Verona Diana, un'associazione impegnata nella difesa dei diritti dei cittadini non autosufficienti. L'onlus Diana ha inviato una diffida al presidente Luca Zaia, minacciando di percorrere la vie legale per ottenere la modifica del provvedimento. Inoltre, su change.org, è stata lanciata una petizione che in meno di due giorni ha superato le 160 firme. «Riteniamo che sia inaccettabile e che sia una grave violazione della Convenzione Onu sulle persone con disabilità imporre ad una famiglia il costo di 2 o 3 tamponi a settimana per poter andare a trovare il proprio figlio o genitore malato non autosufficiente - si legge nella petizione - Ricordiamo che la presenza dei parenti è indispensabile per la valenza terapeutica: la privazione del principale contatto con la realtà esterna è stata ed è percepita dai pazienti come un abbandono favorendo il degrado del rapporto comunicativo e affettivo con i familiari».

A sostenere la protesta di Diana, anche il Partito Democratico, che con la sua consigliera regionale Anna Maria Bigon ha commentato: «Occorre fare il massimo per limitare i contagi e questo è fuori di discussione, tuttavia pagare un paio di tamponi a settimana per andare a trovare un parente inizia ad essere un costo sostanzioso e rischia di essere un ostacolo alle visite, aggravando una situazione di isolamento che gli ospiti delle strutture vivono ormai da quasi due anni. Non si tratta di una vacanza o di una gita per divertimento: se si ritiene imprescindibile aggiungere l'obbligo di tampone anche per chi ha la doppia o addirittura terza dose di vaccino, almeno il costo non sia a loro carico».

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