Covid-19 e scuola, cosa fare per i casi sospetti. Linee guida del Veneto

La Regione ha varato un nuovo protocollo operativo per la prevenzione ed il trattamento dei casi di positività al coronavirus tra alunni e studenti

Estratto dalla flow chart della Regione Veneto

Un nuovo documento è entrato a far parte della strategia della Regione Veneto per la prevenzione ed il trattamento dei casi di positività al coronavirus. Sono le nuove linee guida in tema di gestione dei contatti di fronte ad un caso confermato di Covid-19 nelle scuole. Il testo è stato elaborato dalla Direzione Regionale Prevenzione e costituisce un'ulteriore evoluzione rispetto a quanto già fatto finora.
La presentazione delle nuove linee guida è avvenuta ieri, 2 ottobre, nel corso del punto stampa dedicato all'andamento del coronavirus in Veneto. Presente il presidente regionale Luca Zaia, l'assessore alla sanità Manuela Lanzarin, l'assessore alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, la direttrice della prevenzione regionale Francesca Russo ed il coordinatore delle microbiologie del Veneto Roberto Rigoli.

«La situazione si evolve e noi dobbiamo evolvere i nostri protocolli operativi - ha detto Zaia - rendendoli sempre perfettamente attinenti alla realtà e corrispondenti ai progressi che fa la diagnostica, a cominciare dall’uso del test rapido antigenico. Ne abbiamo già 500mila in magazzino e siamo pronti a partire, mandando i nostri sanitari nelle scuole ed evitando a famiglie e ragazzi la complessa trafila precedente».
A queste linee guida si affianca anche una esaustiva flow chart divisa in due parti (qui la prima parte e qui la seconda parte), che esemplifica e schematizza le modalità per il rientro a scuola o ai servizi per l'infanzia in seguito ad assenza per malattia, aspetto sul quale si erano concentrati molti dubbi da parte delle famiglie.

Il protocollo operativo fornisce una linea d'indirizzo per gli operatori dei Servizi di igiene e sanità pubblica (Sisp) e per i referenti scolastici per Covid-19 dei Dipartimenti di prevenzione per contrastare la diffusione del virus e contiene un modello di autorizzazione da parte dei genitori all'effettuazione del test in ambito scolastico.

E per garantire la sostenibilità della strategia di sanità pubblica, gli esperti della Regione raccomandano l'utilizzo come test diagnostico del tampone rapido, sia per i casi sospetti di Covid-19 sia per i contatti scolastici di un caso confermato, in accordo con le indicazioni nazionali. Tre le indicazioni date si prevede che, in caso di esito positivo del test rapido, in attesa della conferma con test di biologia molecolare, saranno comunque avviate tutte le azioni di sanità pubblica finalizzate al contenimento del rischio di diffusione. Si precisa che, in caso di negatività al test antigenico, in presenza di sintomatologia altamente suggestiva di Covid-19 e sulla base delle valutazioni del medico curante, potrà essere indicato un test di biologia molecolare di conferma o, in alternativa, ripetere il test antigenico a distanza di uno o più giorni.

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