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Sboarina (Foto di repertorio)

Sboarina (Foto di repertorio)

Ponte dell'Immacolata, Sboarina: «Non siamo usciti dalla pandemia»

Il sindaco di Verona ha lanciato un appello dopo aver visto il grande afflusso di cittadini in centro storico nel fine settimana del Black Friday, un afflusso che ha fatto scattare il senso unico pedonale in Via Mazzini

Troppe persone tra le vie del centro di Verona nel fine settimana passato, quello del Black Friday. Tutte concentrate in poche ore, tanto che sabato pomeriggio è scattato il senso unico pedonale in Via Mazzini. Per questo il sindaco Federico Sboarina ha voluto lanciare un appello, guardando già al prossimo fine settimana. «Ci aspetta il ponte dell'Immacolata, non pensiamo di essere già fuori dalla pandemia o che il Covid riguardi solo le persone in ospedale - ha detto il primo cittadino - Andiamo a comprare nei negozi ma, compatibilmente con gli impegni, ritagliamoci momenti diversi della settimana per farlo. I nostri ospedali e le terapie intensive continuano a lavorare a ritmo serrato, se ci sono stati dei piccoli progressi sono il frutto dei corretti comportamenti delle ultime settimane, nel rispetto delle norme anti-contagio».

«Le immagini viste a Verona come in altre città sono preoccupanti - ha aggiunto Sboarina - Non possiamo mollare adesso, altrimenti rischiamo di protrarre questa situazione ancora per troppo tempo. Ne va della salute di ognuno di noi, ma anche della sopravvivenza delle nostre attività economiche. Se i contagi rientrano significa che tutto il resto può riprendere. E se l'attività dei commercianti viene spalmata su tutta la settimana, in orari e giorni diversificati, e non in poche ore con le code fuori dai negozi, migliorano gli affari, il lavoro e si tutela la sicurezza sia dei commessi che dei clienti. Ecco perché ho avviato un confronto con le categorie economiche per aiutarli a incentivare la loro attività, evitando però assembramenti. Proseguiranno i controlli, ma la migliore medicina è il buon senso di ognuno nel rispettare le limitazioni e a fare la propria parte. Siamo in una linea orizzontale della curva, ma l’epidemia non è finita. Serve responsabilità per vivere questa nuova normalità che continua a cambiare di settimana in settimana. Non dobbiamo pensare che tutto sia finito, se le cose oggi ci sembrano migliori è perché gli ospedali sono più attrezzati e più pronti rispetto alla passata primavera, ma per contagi siamo ai livelli di marzo e aprile».

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