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Ordinanza di Zaia sulla chiusura delle scuole. Come e quando si torna in Dad

Se un distretto sanitario del Veneto ha un'incidenza settimanale di contagi pari o superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti, la didattica in presenza è sospesa nelle seconde e terze medie e nelle scuole superiori

(Foto Facebook - Luca Zaia)

Ieri, 9 marzo, il presidente del Veneto Luca Zaia ha firmato un nuova ordinanza in materia di Covid-19, in vigore fino al prossimo 6 aprile. Il contenuto del documento era stato anticipato nei quotidiani aggiornamenti sull'emergenza coronavirus dallo stesso governatore e da Francesca Russo, dottoressa del Servizio di Igiene e Prevenzione della Regione. Con questo provvedimento, infatti, il Veneto formalizza il metodo scelto per sospendere la didattica in presenza nelle scuole, nel caso in cui il virus si diffondesse in maniera importante.

Il metodo scelto è un'applicazione di quanto previsto dal dpcm attualmente in vigore, il quale consente la chiusura di tutte le scuole nelle regioni in zona rossa e nei territori dove l'incidenza settimanale dei contagi è di 250 casi ogni 100mila abitanti.
Nel primo punto dell'ordinanza si specifica che la didattica in presenza non sarà sospesa in tutte le scuole ma «a partire dalla seconda classe delle scuole secondarie di primo grado e per le classi delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, anche serali». Significa che gli studenti delle prime medie e delle elementari continueranno ad entrare in classe, sempre nel rispetto delle normi anti-contagio. In un punto successivo dell'ordinanza (il quarto), però, viene concessa l'autorizzazione «ad individuare classi di qualsiasi ordine e grado ai fini della sottoposizione a didattica a distanza, in considerazione al livello e all'evoluzione del contagio». Quindi il provvedimento, in realtà, non esclude nessuna scuola dal rischio chiusura.
Sempre nel primo punto dell'ordinanza viene specificata l'area in cui si applica la soglia dei 250 casi ogni 100mila abitanti. Ed è l'area dei distretti sanitari, ovvero gli insiemi omogenei di comuni che costituiscono le varie Ulss.
Nel secondo punto dell'ordinanza viene indicato il preavviso di almeno 48 ore che deve essere garantito prima che scattino le chiusure. E nel punto successivo si spiega che la sospensione della didattica in presenza non potrà durare meno di 14 giorni.
«Resta fermo - conclude l'ordinanza - lo svolgimento in presenza delle attività didattiche che richiedano l'uso dei laboratori e per l'effettiva inclusione gli studenti disabili o con bisogni educativi speciali».

Da ieri, dunque, è diventata ufficiale la politica intrapresa dalla Regione per prevenire la diffusione del coronavirus attraverso la didattica a distanza. Un politica su cui il Sisp (Servizio igiene sanità pubblica) si era già organizzato. Il Servizio, infatti, ha da tempo cominciato a monitorare l'incidenza dei contagi a livello di distretti sanitari. Ed i primi dati diffusi pubblicamente mostravano alcuni distretti in cui la soglia dei 250 casi ogni 100mila abitanti era superata. Si tratta di territori circoscritti nelle province di Treviso, Padova e Venezia, ma nell'ultimo aggiornamento (che risale a ieri) si vede che anche il distretto di Belluno ha raggiunto un alto livello di incidenza:

2021.03.09 Distretti incidenza covid veneto tabella-2

La tabella mostra anche i distretti del Veronese, che sono quattro ma per questa specifica rilevazione sono stati ridotti a tre con l'aggregazione dei distretti di Verona ed Est Veronese. In due distretti su tre, l'incidenza di ieri è salita rispetta a quella del giorno precedente. Nel distretto Verona ed Est Veronese si è passati da 144 a 153 casi ogni 100mila abitanti. Nella Pianura Veronese si è saliti da 158 a 181 casi ogni 100mila abitanti. Mentre nell'Ovest Veronese si è scesi da 187 a 183 casi ogni 100mila abitanti.

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