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Pietro Girardi (Foto Facebook)

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Girardi: «Virus non guarda in faccia a nessuno, rispettiamo le regole»

Il direttore dell'Ulss 9 Scaligera ha registrato un aumento di richieste di tamponi dopo le festività natalizie e ha chiesto a tutti di mantenere comportamenti utili ad evitare la trasmissione del coronavirus

Anche nella sua ultima conferenza stampa dell'anno il direttore generale dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi ha ripetuto le raccomandazioni che dall'inizio dell'emergenza coronavirus rivolge ai cittadini. La richiesta è sempre quella di evitare comportamenti che possono favorire la trasmissione del virus. E quindi è necessario evitare gli assembramenti, indossare le mascherine ed igienizzarsi le mani. «Perché il virus non guarda in faccia a nessuno», ha dichiarato Girardi. Ed il contagio può avvenire anche negli incontri con i parenti. Quei parenti che in questo periodo di festività natalizie vediamo più spesso, magari per uno scambio di auguri e di doni, in visite che potrebbero essere state occasione di contagio. Quindi, per essere più tranquilli, molti cittadini si sono rivolti ai centri in cui si effettuano i tamponi e questo aumento delle richieste è stato registrato da Girardi, il quale non vuole che le richieste aumentino ancora dopo le feste per il Capodanno, ma soprattutto non vuole che si ripetano episodi di maleducazione ed arroganza, come quello avvenuto all'unità diagnostica di Bussolengo.

Insomma, non ha senso non rispettare le regole pensando poi di farsi un tampone per scoprire di essere o di non essere stati contagiati. Perché, in caso di contagio, non si è sicuri di essere asintomatici. Si potrebbe sviluppare una forma aggressiva di Covid-19 e finire in ospedale. E gli ospedali della provincia di Verona sono già «sufficientemente pieni», ha detto Girardi, il quale si sta sforzando nel reperire personale disponibile e nell'attivare nuovi posti letto. A Villafranca, ad esempio, sono occupati 21 posti letto di terapia intensiva su i 22 disponibili e proprio al Magalini è stato necessario sospendere l'attività della pediatria a causa del coronavirus.
La pianificazione per l'attivazione dei posti letto permetterebbe in provincia di Verona di aumentare l'attuale dotazione di altri 132 posti «ma è un piano che speriamo non ci serva», ha aggiunto il direttore dell'Ulss 9 Scaligera

Il piano, invece, che si spera venga rispettato è quello dei vaccini anti-Covid. L'Ulss ne ha presentato uno (che non comprende l'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona) alla Regione che dovrebbe partire sabato e che permetterebbe di vaccinare più di 33mila persone, tra operatori sanitari ed ospiti delle case di riposo. E proprio nelle rsa si sta procedendo con la raccolta degli assensi alla vaccinazione. Comunque le prime dosi potrebbero essere inoculate dal prossimo lunedì.
Ma gli effetti delle vaccinazioni non saranno immediati. Per ottenere dei riscontri importanti è necessario che siano vaccinati centinaia di migliaia di cittadini veronesi. E per sensibilizzare tutti, diverse istituzioni sanitarie hanno sottoscritto oggi una lettera aperta, in cui la vaccinazione viene descritta come un «imperativo etico».

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