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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Aoui: «Pronti a sconfiggere Covid-19 con tutte le armi a nostra disposizione»

Di fronte alla crescita dei contagi tra i minori, l'azienda ospedaliera di Verona ha aumento i posti letto per i pazienti pediatrici, ma soprattutto mette a disposizione i vaccini per la fascia di età 5-11 anni. E da sabato sono iniziate anche le cure con la compressa anti-Covid

L'aumento dei casi di positività al coronavirus tra i bambini con meno di 12 anni e la possibilità di vaccinarli; ma anche le ultime novità sui farmaci antivirali per la cura del Covid-19. Di fronte alla cosiddetta quarta ondata di contagi da virus Sars-Cov-2, l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (Aoui) aggiorna la sua strategia per offrire un ventaglio di soluzioni per la salute dei cittadini. Soluzioni che sono state presentate oggi, 10 gennaio, dal direttore generale Callisto Marco Bravi, insieme alla direttrice sanitaria Matilde Carlucci, al direttore del dipartimento materno-infantile Massimo Franchi, alla direttore di pediatria C Giorgio Piacentini e alla direttrice dell'unità di malattie infettive Evelina Tacconelli. «I nostri professionisti si dichiarano pronti, ancora una volta, a lottare contro Covid-19 e a vincere con tutte le armi a nostra disposizione - è stato dichiarato durante la presentazione - Armi che sicuramente ora sono maggiori nel numero e più efficaci rispetto agli anni scorsi».

Relatori Conferenza Stampa aoui Verona Covid-2
(Tacconelli, Carlucci, Bravi, Franchi e Piacentini)

PER COVID-19 CRESCE LA CURVA DELLE OSPEDALIZZAZIONI DI BAMBINI E RAGAZZI

«Si rileva ancora un forte aumento dei ricoveri per i più piccoli di 5 anni, pari a oltre dieci per milione di abitanti, e un aumento più contenuto nella fascia 16-19 anni». Parole contenute nell'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute e confermate anche dai dati interni all'Aoui di Verona. I ricoveri di pazienti pediatrici positivi al coronavirus sono stati 25 nel 2020, 12 nel 2021 e già 6 nei primi otto giorni del 2022. Quest'ultima cifra convalida il quadro fornito a livello nazionale da Iss e Ministero e pone in evidenza un fatto: il virus attualmente circola molto tra i bambini. Per questo l'azienda ospedaliera ha attivato tre posti letto aggiuntivi dedicati a pazienti pediatrici positivi al test Sars-Cov-2.
Bambini che non sono tutti vaccinabili contro Covid-19. Solo dalla metà del mese di dicembre, infatti, è partita la campagna vaccinale per la fascia di età tra 5 e 11 anni. E rimangono sempre disponibili dosi per i cittadini dai 12 anni in su.

LE VACCINAZIONI ANTI-COVID IN ETÀ PEDIATRICA

L'offerta media di vaccinazioni per la fascia di età 5-11 anni da parte di Aoui di Verona è di 400 somministrazioni al giorno. Somministrazioni che dopo i primi 90 bambini sono aumentate in modo costante, raggiungendo anche un picco di 571 dosi inoculate. L'ultimo aggiornamento sulle vaccinazioni pediatriche ha indicato 5.833 dosi somministrate. E da oggi prendono il via le seconde dosi per completare il ciclo vaccinale. «È buona la risposta della popolazione, con espressioni di gratitudine da parte dei pazienti e delle famiglie», è stato il commento dell'Aoui.
Fino a fine febbraio, l'azienda ospedaliera ha aperto 8.025 posti prenotabili per il vaccino anti-Covid. Di questi, 4.700 sono ancora disponibili sul portale per la prenotazione dei vaccini.

NON SOLO BAMBINI, ANCHE MAMME

L'aumento dei pazienti positivi al coronavirus si registra in ogni reparto dell'Aoui, anche in quello di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale della Donna e del Bambino. Nell'ondata del 2021, su circa 100 casi, una sola paziente incinta ha necessitato il ricovero in terapia intensiva. Da dicembre a oggi, invece, i ricoveri in ostetricia-ginecologia a Verona sono stati 31. Gli accessi al pronto soccorso di pazienti positive dimesse al domicilio sono state 11 e 4 le pazienti non vaccinate ricoverate in terapia intensiva (tre sono state poi dimesse e una è ancora ricoverata. Sono oggi ricoverati nel Nido-Terapia Intensiva Neonatale 6 neonati negativi al coronavirus ma in isolamento perché nati da madri positive al virus.
A tutte le donne in gravidanza ricoverate a Verona, l'Aoui offre la possibilità di vaccinarsi direttamente nel reparto di ostetricia. Possibilità, ad oggi, usufruita dal 25% delle puerpere. «Evidenze scientifiche mostrano una incidenza di malattia grave correlata a Covid-19 in gravidanza nettamente più alta nelle donne non vaccinate rispetto a quelle vaccinate - hanno spiegato dall'azienda ospedaliera scaligera - Dunque, in questa nuova ondata della pandemia, è strategico e decisivo il ruolo della campagna vaccinale, anche in gravidanza e tra i più piccoli. È fondamentale che tutte le gravide si sottopongano a vaccinazione».

I NUOVI ANTI-VIRALI CONTRO COVID-19

Per tutte le malattie, compresa Covid-19, la miglior cura è la prevenzione. E la prevenzione offerta dal vaccino è ottima, anche se non totale. Le infezioni da coronavirus ci sono ed in questo periodo purtroppo aumentano. Tra i positivi, qualcuno sviluppa le forme più gravi della malattia e, per evitare che questi pazienti finiscano in terapia intensiva, sono possibili delle cure.
Da sabato scorso, nell'ospedale di Borgo Roma, è disponibile il trattamento in compresse con l’anti-virale Molnupiravir. La terapia è riservata ai pazienti con sintomi lievi o moderati che non hanno bisogno di ossigenoterapia ma che sono ad alto rischio perché presentano uno o più fattori tra cui obesità, diabete scompensato, malattia cardiovascolare severa, insufficienza renale cronica, immunodeficienza primaria e secondaria e broncopneumopatia severa. Nel fine settimana sono stati trattati già 24 pazienti con età media di 64 anni. I pazienti sono tutti curati a domicilio e la terapia dura cinque giorni, periodo in cui i malati devono prendere 4 compresse ogni 12 ore.
Inoltre, Aoui prosegue da marzo 2021 il trattamento con anticorpi monoclonali, sia per vaccinati che per non vaccinati. Nelle ultime due settimane sono stati trattati 305 pazienti e solo due pazienti con patologie concomitanti severe sono stati ospedalizzati. E nessuno è stato ricoverato in terapia intensiva.
Per accedere a questo genere di cure, il paziente deve contattare il proprio medico di base. Sarà poi il medico, tramite una piattaforma elettronica, a segnalare il caso all'Aoui per una valutazione sul possibile trattamento.

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