Gli effetti della pandemia sul bilancio di Verona: spese per 60 milioni di euro

L'assessore Francesca Toffali: «Non è stato tagliato nessun servizio e sono state eseguite le opere ordinarie ma anche interventi straordinari, per oltre 20 milioni di euro»

 

L'effetto Covid sul bilancio comunale 2020 di Verona è stato di un disavanzo di circa 60 milioni di euro. Ci sono stati 45 milioni di minori entrate, 11 per maggiori spese e 4 milioni di contributi straordinari stanziati per rispondere a diverse necessità dettate sempre dall'emergenza in atto (fra cui: 2 milioni a favore delle famiglie, 900mila euro per Fondazione Arena, 600mila euro per le associazioni e società sportive veronesi). Per far fronte a tale disavanzo, sono stati sono stati utilizzati i 24 milioni di euro derivanti dai trasferimenti statali Covid e 33 milioni dell'avanzo di bilancio 2019 (sui 35 milioni complessivi).
L'impegno dell'amministrazione comunale, dall'inizio della pandemia, è stato quello di mantenere tutti i servizi essenziali, ma anche di proseguire con il finanziamento di opere e interventi su tutto il territorio, garantendo sia quelli ordinari che quelli straordinari. Ed in via prudenziale, viene mantenuta la somma di 2 milioni di euro come parte di avanzo disponibile anche per il 2021, qualora il Comune dovesse partecipare con il 30% alle perdite delle aziende partecipate.

A fare il punto della situazione è stata oggi, 7 dicembre, l'assessore al bilancio Francesca Toffali. Insieme a lei, i consiglieri di maggioranza Daniele Perbellini, Paola Bressan, Gianmarco Padovani, Roberto Simeoni, Leonardo Ferrari, Maria Fiore Adami, Laura Bocchi, Andrea Velardi.
«Basta bugie, non si gioca su una questione tanto pesante come la pandemia - ha detto l'assessore Toffali - In questo momento i cittadini di tutto hanno bisogno fuorché di false informazioni e numeri a casaccio, che creano inutile confusione e confondono. I numeri sono chiari, e parlano di un disavanzo di circa 60 milioni di euro, sono soldi che mancano e non come sostiene qualcuno che il Comune tiene in cassa. Una situazione di difficoltà che si riscontra in tutti i Comuni e in modo particolare su quelli a vocazione turistica come il nostro, con pesanti conseguenze su diversi settori dell'economia locale. Non è stato tagliato nessun servizio e sono state eseguite le opere ordinarie ma anche interventi straordinari, per oltre 20 milioni di euro».
Tra le maggiori spese a causa del Covid rientrano i maggiori costi per la refezione scolastica per circa 1 milione di euro, maggiori spese per circa 1 milione di euro per sanificazione e dispositivi medici per il personale, rimborsi per servizi a domanda individuale per circa 600mila euro, rimborsi per circa 600mila euro relativi agli acconti Imu già versati per le agevolazioni previste dal Governo con i Decreti Ristori I e II, maggiori costi per 200mila euro al fine di garantire l’implementazione dei pasti caldi a domicilio, maggiori spese per il personale educativo per circa 160mila euro, spese del settore informatica al fine di attivare lo smart working per circa 110mila euro e attivazione del numero verde per le informazioni ai cittadini per circa 70mila euro. A ciò si sono aggiunti gli sforzi per garantire un aiuto concreto alle famiglie ed alle associazioni.
Tra le maggiori opere finanziate: la manutenzione strade per un importo di circa 1,2 milioni di euro, adeguamento statico del cavalcavia di Viale Piave per 2,5 milioni di euro, quasi 400mila euro per opere di manutenzione ordinaria e straordinaria su aree verdi e giardini, 3 milioni per la realizzazione del parcheggio scambiatore Verona Est con svincolo di accesso e altri 3,5 per il parcheggio scambiatore Verona Ovest; 1 milione e 100 euro per le opere di edilizia sportiva; oltre 3 milioni di euro per mettere in sicurezza le scuole in base ai protocolli Covid; oltre 2 milioni di euro sono stati investiti per la sistemazione di strade e marciapiedi in tutte le Circoscrizioni e per interventi mirati a potenziare le piste ciclabili.

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