A distanza di mesi dalle aggressioni, Andrea e Angelo vivono nella paura

La coppia gay di Grezzana è stata aggredita in piazza Bra e anche in casa la scorsa estate ed ha eretto anche un muro per difendersi. Per il sindaco, però, la struttura è abusiva e va tolta

Le scritte sul muro della casa di Angelo e Andrea

Una relazione e due vite rovinate dall'odio, dall'omofobia e da una cultura che non ha nulla di accogliente. Angelo Amato e Andrea Gardoni sono la coppia gay di Grezzana aggredita l'estate scorsa prima in piazza Bra e poi direttamente nella loro abitazione. Hanno ricevuto schiaffi e spinte perché si erano semplicemente baciati. Gli hanno tagliato le gomme dell'auto, è stata gettata benzina contro la loro casa e anche contro Andrea. E poi ancora minacce di morte e insulti lasciati su di un volantino nella cassetta delle lettere. Dei responsabili, nessuna traccia, nonostante le indagini di carabinieri e polizia.

Andrea ed Angelo sono stati intervistati da Emilio Randon sul Corriere di Verona e hanno raccontato che purtroppo sono ancora costretti a vivere nella paura, tanto che per proteggersi hanno eretto un recinto in lamiera. Una struttura abusiva, per il sindaco di Grezzana, che deve essere tolta.
Eppure, la coppia non può vivere tranquilla. Raccontano che talvolta qualcuno passa con l'auto davanti alla loro abitazione, suona il clacson e mostra il dito medio. Inoltre, temono che la notorietà ricevuta in seguito alle due aggressioni abbia influito negativamente sul loro lavoro. I due sono degli artigiani e le occasioni di lavorare sono sempre di meno dopo quello che è successo.

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I due si sono sposati in Spagna, dove il matrimonio gay è legale. Ma il fatto di essere omosessuali e la differenza di età di 35 anni li rendonerebbero scandalosi, tanto che alcuni credono che le aggressioni siano tutta un'invenzione, una montatura per guadagnare visibilità.

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