Controlli e revisioni in Motorizzazione, Casartigiani Verona: «Lamentele a raffica»

Numerose le proteste arrivate all'associazione di categoria, che mette l’organico sottodimensionato al centro del problema: «Il nocciolo della questione riguarda le lentezze dell’attuale sistema di prenotazione delle revisioni»

La Motorizzazione Civile di Verona

Allarme di Casartigiani Verona sulla situazione degli uffici della Motorizzazione civile. Dopo l'allerta lanciata dal Gruppo delle Officine Veicoli Industriali sul rischio paralisi e la richiesta d'intervento al ministro Toninelli arrivata da D'Arienzo, è l'organizzazione di categoria ad indicare al centro delle proteste, che sempre più numerose e pressanti sarebbero arrivate ai suoi uffici, l’organico sottodimensionato, che si ripercuoterebbe sulle revisioni e i collaudi dei veicoli commerciali, con conseguenze non trascurabili per le categorie produttive e sia sul fronte economico che su quello occupazionale.
Per Casartigiani, «il nocciolo della questione riguarda le lentezze dell’attuale sistema di prenotazione delle revisioni, dal momento che le officine possono concentrarle in un certo numero di sedute, che prevedono la presenza di tecnici della motorizzazione abilitati. Ma la carenza di personale, sommata alla riorganizzazione e agli avvicendamenti interni, non consentono l’assegnazione di un numero di sedute sufficienti a soddisfare le richieste avanzate dalle officine autorizzate. Più della metà resta inevasa e se si considera che nel 2018 il numero di revisioni annue è stato di 22 mila circa, i conti sono presto fatti. Significa che i veicoli restano fermi, causando ritardi e disservizi, anche nei trasporti internazionali, dal momento che fuori dall’Italia il tagliando di prenotazione non ha valore giuridico».
«La questione ha inoltre una valenza ambientale - prosegue la nota dell'associazione -: le limitazioni alla circolazione a contrasto dell’inquinamento atmosferico spingono verso la scelta di un'auto ecologica, prevalentemente a metano e gpl. Ma per motivi di sicurezza queste auto devono sottostare a controlli periodici dei serbatoi. I gpl ogni 10 anni e le auto a metano ogni 2. Ma anche in questo caso i tempi di attesa sono dilatati, ed esasperano gli utenti».

Tre i casi in cui in cui è previsto il nullaosta.

IMPIANTO NUOVO: una volta installato, l'impianto per essere utilizzato deve essere visionato da un funzionario della motorizzazione e trascritto sul libretto di circolazione del veicolo. Ma il tempo di attesa per questi controlli è di circa 8 mesi e vanificano l'intento ecologico delle amministrazioni e dei cittadini

SCADENZA BOMBOLA GPL: per la sicurezza dei serbatoi gpl la legge prevede la sostituzione della bombola alla scadenza dei 10 anni. Anche questa operazione prevede la visita in motorizzazione e per il periodo di attesa non si può utilizzare il veicolo a GPL.

BOMBOLE A METANO DI ULTIMA GENERAZIONE IN CARBONIO: il Ministero dei Trasporti ha previsto per questi serbatoi (altamente tecnologici ma delicati) controlli biennali. Lo stesso Ministero ha previsto che la riqualificazione debba essere fatta SOLO presso autofficine autorizzate (quindi non presso la motorizzazione) ma con la presenza di un funzionario. Il numero dei tecnici è però insufficiente a soddisfare l'esigenza dei clienti con auto a metano, anche in ragione del fatto che viene loro imposto un tempo minimo per ogni vettura. Di conseguenza, anche se l'officina effettua preliminarmente lo smontaggio delle protezioni, la pulizia dei serbatoi, e predispone i controlli e la preparazione dei certificati, il funzionario non può comunque espletare più di 3 o 6 pratiche all’ora. Dal momento che i serbatoi scadono in concomitanza con la scadenza della revisione, e quest'ultima non può essere effettuata con le bombole scadute, succede quasi sempre che gli utenti restano senza auto oppure rischiano di usarla con bombole e revisione scaduta. Una serie di disagi che hanno come conseguenza la decisione di non acquistare più in futuro auto a gas metano o gpl, provocando un danno al settore e all'ambiente.

Nella legge di bilancio 2019 è stata inserita una norma che si rivelerebbe risolutiva, ovvero la possibilità per le officine meccaniche autorizzate di effettuare direttamente le revisioni, con una forma di privatizzazione già avviata nel settore auto. Ma i decreti attuativi sono slittati e intanto il rischio paralisi, non solo a Verona, si fa sempre più concreto. L’appello, rivolto in particolare ai politici veronesi, è di attivarsi per accelerare i tempi e trovare una soluzione che risolva l’impasse.

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