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Un momento dell'assemblea che si è tenuta il 28 ottobre

Un momento dell'assemblea che si è tenuta il 28 ottobre

Dalla firma di 24 Comuni è nato il Contratto di Lago per il Garda

«È una giornata storica», ha detto il presidente di AGS Angelo Cresco, dopo la sottoscrizione del documento che si pone come obiettivo quello di dare vita a una governance efficace per l’intero bacino gardesano

I sindaci dell’area gardesana veronese, lunedì pomeriggio, hanno sottoscritto e condiviso il “Contratto di Lago per il futuro del bacino benacense”. Insieme a loro, la stragrande maggioranza di quelli della sponda bresciana, da Sirmione a Toscolano Maderno, da Salò a Gardone, e una buona rappresentanza di quelli mantovani hanno firmato il documento che introduce una visione completamente nuova nella gestione del lago. Per la prima volta, infatti, 24 primi cittadini di province e regioni diverse, oltre ai presidenti della Comunità del Garda, Azienda Gardesana Servizi, di Garda Uno e ATS Garda Ambiente, hanno fatto proprio un documento in cui si impegnano a collaborare per un governo unitario e condiviso del Garda.

L’assemblea dei sindaci si è tenuta nel pomeriggio del 28 ottobre a Peschiera e nel momento ufficiale, che rappresenta il culmine di mesi di intenso lavoro, è stata presieduta dai presidenti della Comunità del Garda Mariastella Gelmini, di Azienda Gardesana Servizi Angelo Cresco, di Garda Uno S.p.A. Mario Bocchio e di ATS Garda Ambiente Giovanni Peretti. Presenti oltre al sindaco di Peschiera Orietta Gaiulli, l’assessore regionale Elisa De Berti, il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena, di Lago di Garda Veneto Paolo Artelio, il segretario generale della Comunità del Garda Pierlucio Ceresa, il consigliere regionale Enrico Corsi, l’assessore del Comune di Peschiera del Garda Filippo Gavazzoni e il consigliere delle Funivie del Baldo Paolo Formaggioni.

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«Oggi per il Garda è una giornata storica – ha sottolineato il presidente Cresco – perché sono cadute le barriere e, per la prima volta, i Comuni di province diverse hanno capito che il lago non ha confini. Con questa firma si è sancito che i problemi del lago riguardano tutti e non solo una parte, per questo abbiamo avviato un progetto che riguarda il territorio di tutte le province. Ringrazio i sindaci, che sono gli elementi portanti di questo contratto, e tutti i rappresentanti del mondo economico presenti. Noi dobbiamo lavorare insieme e utilizzare le leggi esistenti e le direttive europee per difendere il nostro lago e il nostro ecosistema. Quella di oggi è una tappa decisiva che abbiamo realizzato con la cooperazione di tutti i sindaci su precisi obiettivi. Ci vogliamo battere contro i rischi ambientali, in primo luogo partendo dall’innovazione tecnologica del collettore e del depuratore, per la salvaguardia dell’ambiente, del territorio e dell’economia turistica».

«Da oggi abbiamo una grande opportunità – ha detto la presidente Gelmini – perché possiamo contare su uno strumento molto innovativo che sperimenteremo, eventualmente andremo a correggere ed emendare per migliorarlo e renderlo più efficace. Ma ormai è insostituibile l’idea del lago di Garda come un patrimonio condiviso e non dei singoli Comuni o delle province, ma come comprensorio e bacino di area vasta su cui ci si deve confrontare e procedere verso azioni complessive a tutela di tutta l’economia».

«Vedere tantissimi sindaci e i rappresentanti del mondo economico presenti – ha detto il presidente di ATS Peretti – indica l’importanza di questo giorno per il lago di Garda e per il suo futuro. La loro presenza è determinante, e non dimentico i rappresentanti delle Regioni e delle Province, perché abbiamo bisogno di tutti per dare una nuova governance al territorio gardesano in modo da preservarne bellezza, ricchezza e sostenibilità».

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Il Contratto di Lago nasce dalla volontà di affrontare con logica condivisa le tematiche fondamentali per il territorio del Garda. L’obiettivo è quello di dare vita a una governance efficace per l’intero bacino gardesano e di coinvolgere le comunità nelle scelte strategiche che riguardano il lago. Si tratta, quindi, di una grande svolta rispetto al passato perché prevede che nelle decisioni siano coinvolti direttamente quanti sul Garda vivono, lavorano, gestiscono il territorio e si impegnano alla sua salvaguardia.

Attraverso questo “contratto” gli enti, le società e i Comuni che vi aderiscono si pongono 8 obiettivi precisi:

  • Collettamento dei reflui del Garda, a supporto di ATS;
  • Monitoraggio e individuazione degli agenti inquinanti, in particolare degli affluenti del lago, con la creazione di appositi studi e modelli e in collaborazione con Arpa (Veneto, Lombardia, Trentino);
  • Inserimento di 3 rappresentanti gardesani, designati dall’Assemblea dei sindaci della Comunità del Garda, nella commissione prevista nel protocollo 2013 per la gestione/previsione dei livelli del lago;
  • Inserimento nella “cabina di regia” di un rappresentante dei Comuni gardesani, designato dall’Assemblea dei sindaci della Comunità del Garda, per la gestione dello scolmatore Mori – Torbole;
  • Analisi e monitoraggio della flora e fauna lacustre, autoctona e non;
  • Sanificazione dei motoscafi/natanti turistici, carene e motori;
  • Osservatorio permanente del paesaggio;
  • Consumo e occupazione del territorio.

Puntiamo all’utilizzo della legislazione europea del Contratto di Fiume con l’ausilio delle tre Regioni interessate Veneto, Lombardia e Trentino.

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