Fondazione Arena, confronto dirigenza-lavoratori. Resta la sfiducia

La sovrintendente Cecilia Gasdia e il direttore generale Gianfranco De Cesaris hanno convocato separatamente le Rsu dei lavoratori che alla fine commentano: «Numerose perplessità e i dissensi»

Ingresso della sede di Fondazione Arena (Foto di repertorio)

Giornata di incontri e di confronti quella di ieri, 10 gennaio, in Fondazione Arena. La sovrintendente Cecilia Gasdia e il direttore generale Gianfranco De Cesaris hanno convocato separatamente le Rsu dei lavoratori senza i rappresentanti sindacali. Ai lavoratori sono stati mostrati il bilancio dell'anno appena concluso, il bilancio di previsione e la programmazione artistica per il 2019. Questi incontri non sono serviti ai vertici dell'ente lirico per riguadagnarsi la fiducia dei dipendenti. «Numerose sono state le perplessità e i dissensi», hanno riportato le stesse Rsu in una nota congiunta con i sindacati Slc Cgil, Uilcom Uil e Cisal Fials

I lavoratori hanno visto e toccato con mano il disordine organizzativo e amministrativo esistente, oltre che una carenza di programmazione fatta di soli titoli e annunci roboanti, non ancora supportati da progetti sostenibili e nemmeno degli elementi organizzativi minimi -scrivono le organizzazioni sindacali - La direzione di Fondazione Arena tenta di disaggregare i settori e delegittimare le rappresentanze sindacali, tentativo che non può che alimentare la sfiducia nei confronti del gruppo dirigente. Queste riunioni aziendali non possono in alcun modo sostituire i percorsi informativi e negoziali di competenza del sindacato, né tantomeno cancellare le decine e decine di problematiche rimaste insolute a causa delle insufficienti capacità del gruppo dirigente dai costi stellari. Proseguiranno comunque le azioni di lotta e le iniziative intraprese nei confronti della Regione, come pure verso il Ministero che ha il dovere di controllare e vigilare la gestione di Fondazione Arena.
Se "l'apertura al dialogo" passa attraverso l'ennesimo tentativo di rottura con i lavoratori (che oggi ha trovato forma nell'escludere le rappresentanze sindacali, negando loro i permessi, nell'intimazione ad alcuni delegati e segretari provinciali a non entrare agli incontri delle fasce orarie degli altri settori e nella minaccia di sanzioni disciplinari), si conferma l'arroganza di una direzione che sta facendo di Fondazione Arena una "cosa propria".

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