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Piazza Bra, Verona

Piazza Bra, Verona

Campagna sensibilizzazione Confcommercio Verona: «Fateci riaprire, persi 500 milioni» 

«Abbiamo fatto di tutto, investendo e adeguandoci alle normative, per garantire sicurezza», si legge nell'appello di Confcommercio: «In zona rossa persi 500 milioni di euro a Verona»

Da qualche giorno ha preso il via la campagna di sensibilizzazione "Fateci riaprire", lanciata in città da Confcommercio Verona e che prevede l'apposizione di un cartello sulle vetrine degli esercizi commerciali. Il messaggio è chiaro: vogliamo riaprire e creare lavoro, garantiamo sicurezza. Con la zona arancione va ricordato che i negozi in Veneto hanno da ieri potuto riaprire, ma restano naturalmente i vincoli sulla mobilità e, dunque, anche l'afflusso della clientela nei vari esercizi risulta limitato. Oltre a ciò, diversi settori, tra questi quello della ristorazione, anche in area arancione patiscono severe restrizioni, per non parlare poi di attività come le palestre o le piscine, sulle quali ormai da mesi grava la scure della chiusura forzata.

Scarica il cartello

Confcommercio Verona ricorda come le continue limitazioni stanno da tempo martoriando le imprese del terziario di mercato nonostante il loro impegno e i rilevanti sforzi, economici e non, per adeguarsi alle disposizioni anti-Covid. Nel cartello che viene promosso dalla nuova campagna si legge: «Abbiamo fatto di tutto, investendo e adeguandoci alle normative, per garantire sicurezza. A tutti: ai clienti, ai dipendenti, alle nostre famiglie. Se potessimo lavorare, potremmo essere d’esempio: raggiungeremmo tutti per spiegare come prenotare il vaccino, mantenere le distanze, indossare le mascherine, lavarsi le mani. Se potessimo lavorare, cercheremmo dipendenti e non ristori. Le nostre categorie - si legge ancora nel testo - sono le più penalizzate dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Ma tenerci chiusi non argina il virus, perché noi rispettiamo le regole e le facciamo rispettare».

Le imprese del terziario, spiega infine Confcommercio Verona, in sostanza «chiedono di lavorare, vogliono creare lavoro e garantiscono sicurezza». Èd è da qui che proviene la richiesta di poter riaprire, un tentativo che Confcommercio spiega di star peraltro «portando avanti in tutte le sedi istituzionali, a livello nazionale e locale, pur con tutte le difficoltà legate anche al fatto che restrizioni analoghe interessano i principali Paesi europei».

Lo stesso presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena, ha recentemente stimato che la zona rossa scattata a metà marzo «presenterà un conto di 500 milioni di euro di mancate entrate al "Sistema Verona". Soltanto nei giorni di Pasqua, con ristoranti e bar chiusi e zero clienti negli alberghi, si perderanno circa 100 milioni di euro rispetto al 2019». Anche il direttore di Confcommercio Verona Nicola Dal Dosso non esita a parlare di «una catastrofe economica che non è assolutamente compensata da ristori ancora tardivi e insufficienti, che bastano a malapena a coprire poche spese fisse e dai criteri di accesso troppo restrittivi. Non è pensabile che le imprese possano sopportare ancora a lungo questa situazione di gravissimo danno economico e profonda incertezza».

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