Autostrada A22, Sboarina e Scalzotto: «No ad una nuova concessione»

Il sindaco e il presidente della provincia di Verona in coro: «A rischio 477 milioni di euro di investimenti previsti nei prossimi dieci anni»

Scalzotto e Sboarina

«Con una nuova concessione per la gestione dell'A22 e la liquidazione dei soci privati, sono a rischio 477 milioni di euro di investimenti della società autostradale previsti nei prossimi dieci anni in territorio veronese». Lo hanno dichiarato in coro il sindaco di Verona Federico Sboarina ed il presidente della Provincia di Verona Manuel Scalzotto, il quale è anche vicepresidente di Autostrada del Brennero. Parole rilasciate a qualche giorno dall'inizio del processo di conversione del ribattezzato Decreto Agosto. Nel documento del Governo c'è infatti un articolo che ha prorogato fino al 30 novembre il termine per la sottoscrizione degli atti convenzionali di concessione relativi all'A22. In sostanza, da qui a fine novembre, l'assetto di Autobrennero potrebbe cambiare. Una eventualità che Sboarina e Scalzotto vogliono scongiurare.

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«Se si procederà con una nuova concessione e con la liquidazione delle quote dei soci privati, è altamente probabile che i fondi destinati a investimenti anche in territorio veronese vengano pressoché azzerati o quasi - ha fatto notare Scalzotto - ;Nel concreto si tratta di 477 milioni di euro in dieci anni per il miglioramento del tracciato autostradale e altre opere pubbliche strategiche soprattutto per la viabilità. Un duro colpo agli operatori dei settori industriale, logistico, produttivo ed edile della nostra provincia e un freno allo sviluppo in un contesto economico già provato dall'emergenza Covid-19».
E Sboarina ha sottolineato che la proroga della concessione esistente, diversamente dalla soluzione di una nuova concessione, «permetterebbe di garantire un programma straordinario di investimenti sui territori. Le disponibilità finanziarie di A22 sono anche frutto di una gestione oculata e rispettosa degli utenti in termini di tariffe e manutenzioni dell'autostrada. È assurdo e paradossale che siano alcuni dei territori che hanno amministrato in modo efficace A22 a pagare le conseguenze di un'eventuale nuova concessione in termini di mancati o minori investimenti. Non è solo Verona a essersi accorta del pericolo imminente: diversi soci di Autobrennero stanno sviluppando iniziative per sostenere la proroga della concessione di A22, porta d'accesso all'Europa di enorme valore nazionale».

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