Vede la luce la Variante 23: il Comune di Verona annuncia la pubblicazione

«Finalmente vedremo partire tutti quei cantieri che da anni aspettano il via libera, così l’urbanistica cittadina potrà decollare», ha detto l’assessore alla Pianificazione urbanistica, Ilaria Segala

Palazzo Barbieri

L'obiettivo della maggiornanza, è quello di far finalmente partire quei grandi e piccoli interventi, che risultano fermi dal 2014. Sul sito del Comune di Verona è in fase di pubblicazione la Variante 23, con tutti gli elaborati aggiornati e le nuove tavole: secondo la giunta dunque, questo dovrebbe dare il via libera ai lavori edilizi di centinaia di veronesi e permettere alle società di programmare nuovi investimenti sul territorio. 

"Dopo 15 giorni di pubblicazione, la Variante entrerà in vigore e si vedranno sorgere i primi cantieri", annuncia la comunicazione arrivata da Palazzo Barbieri. "Interventi fermi da 6 anni che porteranno ad una crescita complessiva della città. Il provvedimento, infatti, dà risposta alle tante richieste di aziende, investitori ma anche privati, che avevano progetti bloccati, e che ora potranno ripartire".

Su tutti, viene fatto l'esempio l’ex cinema Corallo, in via Quattro Spade, che dopo essere stato per decenni in stato di degrado e abbandono, potrebbe tornare a vivere, riqualificando inoltre una parte del centro storico.

Nei giorni scorsi la Giunta ha preso atto della Variante 23 integrata dagli emendamenti accolti in sede di Consiglio comunale. Ora, con la pubblicazione, il nuovo strumento urbanistico sarà efficace. Un lavoro che ha visto l’amministrazione impegnata a fianco degli uffici tecnici per concludere l’iter il prima possibile e mettere nero su bianco la pianificazione cittadina.

Per l'amministrazione cominale, nel complesso la Variante 23 si caratterizza per una maggiore tutela della città pubblica, dell’ambiente e del territorio collinare, ma anche per la salvaguardia di alcune aree cittadine, come Verona sud, penalizzate dalla presenza di troppi edifici commerciali, con ricadute a livello di traffico e inquinamento. Rilevante la diminuzione delle dimensioni commerciali e residenziali, per circa 50 mila metri quadrati e del perimetro del centro urbano, del 16.86 %, per un’ulteriore limitazione alla costruzione di nuovi centri commerciali.

Finalmente vedremo partire tutti quei cantieri che da anni aspettano il via libera – spiega l’assessore alla Pianificazione urbanistica, Ilaria Segala –, così l’urbanistica cittadina potrà decollare. Questa variante tiene in considerazione le reali esigenze della città, con una forte riduzione dei centri commerciali ed una maggiore attenzione all’ambiente. Parliamo di un importante lavoro di rivalutazione del futuro assetto urbano di Verona, è la prima variante che infatti tocca tutto il territorio. Un documento atteso dalla città che rappresenta le scelte fatte dall’Amministrazione in risposta alle tante richieste dei cittadini. A testimoniarlo è stata la forte partecipazione al cambiamento, con oltre 400 osservazione ricevute e 1535 emendamenti presentati in Consiglio.

Sulla sua immediata efficacia ed entrata in vigore, pone dei grossi dubbi Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune. 

Gaudium magnum! Dopo più di tre anni dalla prima adozione, risalente al 20 gennaio 2017, la Variante 23 al Piano degli Interventi è stata finalmente approvata e pubblicata oggi, lunedì 2 marzo dell'anno di grazia 2020. Tempi biblici che non riguardano la tanto vituperata burocrazia italiana ma il bradipismo, o se si preferisce la letargia, di un’amministrazione che ha sbagliato tutte le mosse e continua a sbagliarle. Basti dire che dall'approvazione in Consiglio alla pubblicazione ci sono voluti 3 mesi...

Ma l’aspetto ancora più curioso riguarda il fatto che il procedimento non può ancora considerarsi chiuso. Anzi. Per le numerose schede norma che si sono aggiunte strada facendo, ad esempio quelle inserite attraverso gli emendamenti dei consiglieri comunali di maggioranza oppure quelle che la giunta ha accolto di sua sponte senza che fossero state precedentemente adottate (vedi ad esempio la famosa area Paternoster, oppure il Lidl sotto San Rocchetto a Quinzano), l’iter autorizzativo comincia soltanto ora.

Per tutte le proposte urbanistiche approvate nel corso dell'iter, ma che non erano presenti al momento dell’adozione del gennaio 2017, o della successiva riadozione da parte dell’amministrazione Sboarina, la pubblicazione della Variante funziona infatti come adozione. Per esse si dovranno dunque attendere i due passaggi canonici in consiglio comunale con relative osservazioni e controdeduzioni.

Se tanto mi da tanto, l’attuale amministrazione rischia di passare alla storia come quella che, spinta dall’esigenza di “far presto”, ha ripreso in mano una variante urbanistica bacata e vecchia di un anno e mezzo, e se l’è trascinata appresso per un intero mandato senza portarla a conclusione.

Battute a parte, i tempi lunghissimi dimostrano che avevamo perfettamente ragione quando chiedevamo di stralciare la Variante 23 ereditata dall’amministrazione Tosi e di ripartire da zero rinnovando le modalità di partecipazioni dei cittadini, i quali finora hanno soltanto subito (in cambio di due rotonde) le scelte dei privati che l’amministrazione ha avvallato senza tenere conto delle reali esigenze dei quartieri.

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Questo risvolto conferma una volta di più che l’urbanistica di questa amministrazione, come del resto quella della procedente, è incapace di seguire un piano di sviluppo o anche soltanto un filo logico. Lo vediamo anche per la gran parte degli interventi urbanistici di cui si parla in questi mesi, dall’ex Safem all’Adige Sport Village, tutti approvati con l’urbanistica in deroga consentita dallo Sblocca Italia.

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