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Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona

Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona

Variante 29, il Comune riapre il bando per accogliere le nuove proposte

Scaduto il 30 dicembre scorso, l'Amministrazione ha deciso di riaprirlo per accogliere altre manifestazioni di interesse. Scettico il consigliere Bertucco, che definisce un "flop" l'iniziativa comunale

C'è ancora tempo per aderire al bando per la Variante 29, lo strumento urbanistico in fase di stesura che disegna lo sviluppo della città per i prossimi 30 anni e che si fonda sul recupero senza consumo di nuovo suolo.

Il bando per la presentazione delle manifestazioni di interesse è scaduto il 30 dicembre scorso. Entro questa data sono state in tutto 145 le manifestazioni arrivate agli uffici dell'Urbanistica del Comune di Verona, di queste ben 78 proposte appartengono alla categoria dei 'vuoti a rendere', ovvero le aree degradate o inutilizzate da rigenerare e riconvertire. Le rimanenti manifestazioni riguardano invece le altre tipologie di manifestazioni previste nella Variante, che sono quelle per le aree soggette a degrado ambientale; per il riuso temporaneo di edifici dismessi o inutilizzati; per le segnalazioni dirette dei cittadini di ambiti di degrado urbano, sociale, architettonico e ambientale.

Un numero importante di proposte, destinato tuttavia ad aumentare ancora perché sono diverse le manifestazioni presentate dopo il 30 dicembre.
Per ampliare il più possibile la partecipazione al bando e per venire incontro all'interesse manifestato da privati, progettisti e investitori, l'Amministrazione ha infatti deciso di aprire una nuova finestra temporale per accogliere tutte le proposte arrivate oltre il 30 dicembre.

Le nuove proposte, anche quelle già inoltrate, dovranno essere ripresentate in conformità con le modalità dell'avviso pubblico (qui la pagina dedicata) rispettando la procedura indicata e soprattutto i termini fissati per la nuova scadenza. Al momento sono una quindicina le manifestazioni arrivate e che potranno usufruire della proroga e riguardano aree di notevole interesse sotto il profilo del recupero e delle zone in cui si inseriscono, che interessano tutti i quartieri cittadini. Ad esempio l'ex cinema Ariston a Porta Vescovo, per il quale la proprietà chiede la trasformazione dell'edificio in nuove abitazioni. In via Calatafimi si prospetta la trasformazione in 'senior housing', una residenza per anziani. Per gli over 65 ci sono proposte anche in Basso Acquar, togliendo al degrado capannoni dismessi da rigenerare con più funzioni. Nell'elenco anche le manifestazioni per dotare di nuove abitazioni i quartieri di Borgo Roma e Madonna di Dossobuono recuperando aree ora abbandonate.

Soddisfatto l'assessore alla Pianificazione urbanistica, Ilaria Segala, per l'interesse e l'attenzione riscosso dal bando.

«L'interesse verso la Variante 29 e le opportunità di sviluppo ad essa legate è davvero tanto - afferma Segala -. Lo dimostra il numero di proposte che continuano ad arrivare nonostante siano scaduti i termini, ma anche le richieste di privati e soprattutto investitori che chiedono di avere una quadro complessivo delle manifestazioni per valutare in quale aree e su quale progetto indirizzare ulteriori proposte e investimenti. Segno di un tessuto che risponde in modo più che positivo ai nuovi stimoli sul fronte urbanistico e che ne condivide i principi di fondo. Perciò abbiamo deciso di riaprire i termini per la presentazione delle proposte, che dovranno seguire il preciso iter indicato nel bando. Le istruttorie in corso confermano che non c'è zona della città che rimarrà esclusa dallo sviluppo previsto con la Variante 29. Siamo partiti con l'obiettivo di rigenerare la Zai Storica ma abbiamo piacevolmente scoperto che sono davvero tante e interessanti le aree pronte a dare un nuovo volto alle e migliorare le zone in qui si trovano. Quanto ai tempi - ha sottolineato l'assessore -, l'arrivo di nuove proposte non modifica la nostra tabella di marcia. Il nostro obiettivo è quello di approvare in giunta la Variante 29 entro maggio, per proseguire subito dopo con l'esame del documento in commissione quarta e poi in Consiglio comunale».

Entusiasmo, quello dell'assessore Segala, che non viene condiviso da Michele Bertucco, consigliere di Verona e Sinistra in Comune, che vede nella Variante 29 più che altro un flop causato dalla mancanza di una visione d'insieme. «L’assessore Segala continua a magnificare le proposte arrivate per la Variante 29 - dice Bertucco -, ma in realtà come avevamo dimostrato nei mesi scorsi le manifestazioni di interesse pervenute all’Amministrazione erano in buona parte vecchie proposte del Piano degli Interventi decadute da tempo e ora riproposte.
Ad esempio nella Variante 29 si cerca di fare passare per nuove proposte chiaramente riciclate da precedenti Varianti al PI, a loro tempo dichiarate decadute o ritirate o contestate, come la Campagnetta, che ora chiede 10 mila metri quadrati di produttivo accanto a 5 mila di commerciale e 5 mila di direzionale; il Nassar, in cui i proponenti vorrebbero, in area agricola, alzare i palazzi, già bocciati, da 11 a 18 metri per un totale di 54 mila mq di residenziale, 9 mila di direzionale e 9 mila di commerciale, sempre sulle sponde dell’Adige; l’ex Sapel di Montorio, altro mega progetto già decaduto in passato, per un totale di 12 mila di residenziale, 5.500 di uffici e 2 mila di commerciale.
Non è riaprendo i termini per la Variante 29 che si riqualifica una città - prosegue Bertucco -. Quello che manca a questa amministrazione, sempre più agenzia immobiliare per i privati, è l’idea della Verona del futuro.
Questi i “veri” dati della Variante 29. Le manifestazioni di interesse sono 145 di cui:

  • 80 accordi pubblico privato (15 doppie segnalate anche come area di degrado);
  • 53 segnalazioni episodi di degrado (2 doppie segnalate anche come riqualificazioni ambientali + 20 della Lega Nord);
  • 11 proposte di riqualificazione ambientale;
  • 3 proposte di riuso temporaneo. 

La Sul (superficie utile lorda) richiesta:

  • 75 mila mq circa di commerciale;
  • 42 mila mq circa di turistico ricettivo;
  • 95 mila mq circa di residenziale;
  • 62 mila mq circa direzionale;
  • 25 mila mq circa di produttivo.

Totale: circa 300 mila di Sul».

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