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Le schede ospedaliere cambiano e la commissione regionale le approva

Il Magalini di Villafranca torna ospedale di rete e buone notizie anche per il Fracastoro e l'Orlandi

 

Con queste schede, la sanità veneta può compiere un nuovo passo avanti di efficienza organizzativa e di erogazione delle cure tarata sulle esigenze, storiche ed emergenti, della popolazione. In commissione è stato fatto un ottimo lavoro. Abbiamo accolto numerose richieste emerse dalle consultazioni, dal territorio e dalle indicazioni dei singoli consiglieri, con l'unico limite che non si andasse a stravolgere l'impianto complessivo della nuova programmazione.

È questo il commento dell'assessore regionale alla sanità della Regione Veneto Manuela Lanzarin all'approvazione delle schede ospedaliere derivanti dalle linee indicate dal nuovo Piano Sociosanitario 2019-2023. Le schede sono state approvate dalla quinta commissione del consiglio regionale, quella competente in materia di sanità. Il documento tornerà ora in giunta regionale per la conclusione dell'iter e la definitiva approvazione.

Tra le principali novità che riguardano la sanità veronese c'è la riclassificazione dell'ospedale di Villafranca come un ospedale "spoke", quindi di rete. «Ma le novità sono anche altre - ha aggiunto l'assessore - come l'aumento dei posti letto, soprattutto di riabilitazione, in varie parti della Regione; l'inserimento di un reparto di neuropsichiatria infantile con posti letto e primario in ognuno degli ospedali hub; la conferma di tutti i punti nascita; l'eliminazione delle lungodegenze tradizionali, sostituite progressivamente con reparti di recupero riabilitativo funzionale multidisciplinare».

L'assessore Lanzarin ha anche di nuovo specificato che «il tasso di occupazione dei posti letto è stato monitorato nei singoli ospedali e che, dall'esito delle verifiche e delle necessità terapeutiche emerse, è scaturita la scelta di aumentare i posti letto di area medica, diminuendo quelli di area materno infantile e chirurgica. Una scelta dettata dall'evoluzione della realtà sociale e delle tecnologie interventistiche». E sul tasso di occupazione dei posti letto è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia nell'intervista-video.

Sui posti letto si era accesa la protesta dei sindaci dell'Est Veronese in difesa dell'ospedale Fracastoro. Per la struttura di San Bonifacio i posti letto a rischio vengono in parte recuperati. Ma anche l'Ovest Veronese ha alzato la voce, in particolare per l'ospedale Orlandi di Bussolengo. E anche su questo fronte ci sono buone notizie, come riportato dal consigliere regionale di Centro Destra Veneto Andrea Bassi. L'Orlandi resta polo principalmente riabilitativo ma crescono funzioni, servizi e posti letto. «Un'inversione di tendenza che non possiamo che salutare con favore e fiducia - ha detto Bassi - Per quanto riguarda l'Orlandi di Bussolengo, il giudizio non può che essere positivo e riconosco all'assessore che sta iniziando a farci respirare un'altra aria. Capiamoci: i 16 reparti da Bussolengo e Villafranca, spostati nel luglio scorso, non torneranno indietro e così come l'Orlandi non tornerà ad essere un'ospedale di rete. Noi su quella scelta eravamo e siamo ancora contrari, però la vita va avanti e, volenti o nolenti, non abbiamo potuto sottrarci al confrono con questa nuova dimensione. Abbiamo quindi cercato di migliorare la situazione modificando quegli aspetti che erano perfettibili e aggiungendo, per quanto possibile, ulteriori servizi. Il risultato finale è sicuramente positivo, con l'Orlandi che arriva a ben 163 posti letto complessivi. Ma soprattutto a far sperare è la forte volontà di voler puntare ed investire su Bussolengo in stretta attinenza con il ruolo assegnato alla struttura, che è quello di punto di riferimento per la chirurgia ambulatoriale-day surgery e per i servizi riabilitativi. Da notare infine l'importante risultato di aver ripristinato pure il week surgery, che significa avere assistenza chirurgica anche nelle ore serali e notturne nonché di eseguire interventi che prevedono ricoveri di più giorni e non solo giornalieri come accade ora»

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