Prima a Verona, poi a Venezia. Commissione antimafia in Veneto

Mercoledì la tappa scaligera in cui i componenti della commissione si faranno un quadro della situazione ascoltando, tra gli altri il prefetto Cafagna, il questore Petricca, il comandante dei carabinieri Bramato

(Foto Facebook - Diego Zardini)

Missione in Veneto della commissione bicamerale antimafia del Parlamento. I componenti della commissione, domani 17 luglio, faranno tappa a Verona e il giorno successivo saranno a Venezia.
A Verona, la commissione si farà un quadro della situazione ascoltando il prefetto Donato Cafagna, il questore Ivana Petricca, il comandante provinciale dei carabinieri Ettore Bramato, il comandante provinciale della guardia di finanza Carlo Ragusa e il capo del centro operativo dell'antimafia di Padova Carlo Pieroni. Successivamente sono previste le audizioni del procuratore della Repubblica Angela Barbaglio, del coordinatore nazionale dell'associazione Avviso Pubblico Pierpaolo Romani, dei rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, del referente dell'associazione Libera Roberto Tommasi e del direttore di Affari Puliti Gianni Belloni.

Le mafie hanno radici profonde nel Veneto, come confermato dalle ultime inchieste che hanno portato a oltre cento arresti in un mese - scrive il componente della commissione Nicola Pellicani, deputato del Partito Democratico - La commissione antimafia torna ufficialmente in Veneto dopo quattro anni e troverà una situazione peggiorata. Perché, se c’è una riduzione della pericolosità militare delle mafie, grazie all'intensa attività di repressione che continua da anni da parte dello Stato, permane una grande difficoltà a contrastare le mafie dei "colletti bianchi", le cosiddette aree grigie, dove il rapporto tra mafie, affari e politica è una realtà con la quale siamo costretti a fare i conti. La criminalità organizzata penetra nel mondo delle imprese e degli appalti con attività di riciclaggio, frode fiscale, estorsione. Attività che creano meno allarme sociale, ma sono altrettanto pericolose.
L'arrivo della commissione antimafia rappresenta perciò un'occasione per scattare una fotografia aggiornata della presenza della criminalità organizzata, ma anche per promuovere la cultura della legalità, combattendo anzitutto il negazionismo.

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