Martedì, 23 Luglio 2024
Attualità Legnago / Via Carlo Gianella

«Al Mater Salutis, a rischio servizio notturno del pronto soccorso»

La struttura è l'unica in un territorio vasto e questo richiama tanti pazienti, mentre il personale diminuisce. Stefano Gottardi di Uil Fpl Verona: «Servizio si regge su professionalità e bravura di pochi medici»

L'allarme arriva dai cittadini della Bassa Veronese ed è stato rilanciato da Stefano Gottardi, segretario generale di Uil Fpl Verona: «Il notevole afflusso al pronto soccorso di Legnago con l'aumento degli accessi dei codici bianchi, raggiungendo in alcuni casi anche il 90%, stanno mettendo a dura prova i sanitari sempre in numero minore, i quali non riescono a vedere un futuro nella struttura se non si interverrà subito».

Quanto delineato dal sindacato veronese nel pronto soccorso di Legnago è una situazione purtroppo nota e diffusa nella sanità pubblica. C'è meno personale rispetto a quanto ce ne dovrebbe essere ed i pochi dipendenti che ci sono hanno ritmi di lavoro molto pesanti. A queste difficoltà interne, a Legnago si aggiunge anche il fatto che quello del Mater Salutis è l'unico pronto soccorso per un territorio vasto. L'afflusso di pazienti è quindi alto e sono stati segnalati casi anche di visite fatte nei corridoi. «La mancanza di servizi alternativi ha determinato un appesantimento che grava esclusivamente su questa struttura e di conseguenza sul personale che deve sopportare carichi di lavoro in netto peggioramento e uno stress che raggiunge livelli elevati - ha spiegato Gottardi - La strategia del servizio sanitario regionale ha previsto il nuovo ospedale del futuro, ma nel frattempo che si fa? La gente è stanca di sentirsi dire che bisogna portare pazienza. Medici, infermieri e operatori sociosanitari sono costretti a subire il nervosismo crescente delle persone anche se si adoperano in tutti i modi per offrire il miglior servizio possibile».

Un servizio che però, a causa della carenza di medici, rischia di essere depotenziato. «Due sono i medici che recentemente hanno lasciato l’incarico, quindi l’organico attuale si compone di 9 medici assunti a tempo indeterminato presenti nel turno sulle 24 ore più il primario, ma a breve ci sarà un’altra defezione - è l'avvertimento del segretario di Uil Fpl Verona - La pianta organica ne prevederebbe 18, ma questo numero non è mai stato raggiunto. La professionalità e la bravura di questi pochi medici hanno permesso il mantenimento del servizio, ma a breve non sarà più possibile per l’assenza di altre tre medici. Questo mette a rischio nel medio periodo il servizio notturno. Come soluzione c'è il ricorso ai liberi professionisti, che però determina un aumento dei costi. Ce ne sono già tre come supporto che coprono 28 turni. Ma noi siamo certi che c’è una soluzione diversa, abbiamo inviato una richiesta urgente al direttore generale dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi perché dovremo affrontare una situazione emergenziale mai avvenuta per un grande bacino di utenza che raccoglie tutti i comuni della Bassa Veronese».

E la denuncia del sindaco è stata raccolta dalla consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon che commenta: «Si tratta di un caso grave ma non isolato, semmai emblematico della crisi generale del sistema sanitario veneto. L'aumento fuori controllo dei codici bianchi nel pronto soccorso è dovuto alla carenza di medici di famiglia ai quali va dato un sostegno in termini di personale amministrativo. In questo modo i medici aumenterebbero il numero di assistiti, in attesa dell'arrivo di nuovi medici. E si sgraverebbero i pronto soccorso. I risparmi di oltre 70 milioni rivendicati da Azienda Zero servono a poco se questi soldi non vengono investiti a favore delle strutture e della medicina territoriale. Se invece si continuano a spendere quasi 70 milioni per i gettonisti e non si supera il problema dei concorsi che vanno a vuoto per evidente mancanza di attrattività di queste figure professionali, ogni risparmio rimane fittizio. In attesa di nuovi medici, si cominci ad esempio a mettere in sicurezza i nostri ospedalieri con stipendi adeguati e turni dignitosi, comprando pacchetti di visite intramurarie con i 30 milioni ricevuti dallo Stato per le liste d'attesa».

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