Cittadinanza onoraria all'Ottavo Reggimento "Pasubio", ma con polemica

La cerimonia si è svolta nell'anniversario delle battaglie in difesa del Palazzo delle Poste e della Caserma Campofiore, ma il consigliere Bacciga mette in discussione la battaglia delle Poste

La consegna della cittadinanza onoraria

Ieri era il 9 settembre, giorno del 76esimo anniversario delle battaglie in difesa del Palazzo delle Poste e della Caserma Campofiore di Verona da parte dell'Ottavo Reggimento Artiglieria Terrestre "Pasubio". Le celebrazioni ufficiali si sono tenute in piazza Viviani e al Cimitero Monumentale, con l'amministrazione comunale rappresentata dall'assessore Edi Maria Neri.
Ma all'anniversario di ieri si è aggiunta una cerimonia aggiuntiva, quella del conferimento della cittadinanza onoraria all'Ottavo Reggimento Artiglieria Terrestre "Pasubio" da parte del sindaco di Verona Federico Sboarina. Un'onorificenza rappresentata da una pergamena che il primo cittadino ha consegnato nelle mani del comandante del reggimento Gianfranco Di Marco.

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(La consegna della pergamena)

La cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria si è tenuta nella sala Gozzi di palazzo Barbieri, alla presenza del prefetto Donato Cafagna, del generale Giuseppenicola Tota, comandante del Comfoter di Supporto di Verona, dei rappresentati dei corpi militari, del presidente di Agec Roberto Niccolai e del tenente dell'Ottavo Reggimento Enzo Luongo, reduce dalla battaglia a difesa dell'allora Caserma Campofiore (oggi Caserma Passalacqua).

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(La lettura della motivazione del conferimento della cittadinanza onoraria)

La motivazione ufficiale recita:

La Città di Verona conferisce la cittadinanza onoraria all'Ottavo Reggimento Artiglieria Terrestre "Pasubio", erede delle tradizioni del glorioso Ottavo Reggimento che combatté in quel fatidico 9 settembre 1943, quale riconoscimento tangibile dell'operato dei militari che, fedeli al giuramento prestato, si opposero fino all'estremo sacrificio all'occupazione nemica, permettendo a circa 3.500 uomini di scampare all'inevitabile rappresaglia dei tedeschi e per le molte altre pagine di grande eroismo scritte, anche nella Prima Guerra Mondiale e nella lunga permanenza nella città di Verona fin dal periodo rinascimentale.

Proprio nel ricordo della battaglia che l'Ottavo Reggimento combatté, pur in inferiorità numerica, a difesa della caserma, il sindaco Sboarina ha consegnato anche la medaglia della città al tenente Luongo che, in quegli scontri, venne ferito.
E al reggimento fu concesso l’onore delle armi da parte dei tedeschi.

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(La consegna della medaglia a Luongo)

Ringrazio idealmente tutti coloro che hanno fatto parte di questo reggimento e chi ne fa ancora parte oggi - ha dichiarato il sindaco Sboarina - Il mio è un grande grazie per tutti quegli uomini e per tutte quelle donne che hanno deciso, decidono e decideranno di mettere la propria vita a servizio della nostra Patria, della nostra nazione e della nostra comunità. Li ringrazio e nome di tutta la città e di tutta la comunità veronese.

«Esprimiamo la nostra gratitudine - ha detto il comandante Di Marco - al sindaco e al consiglio comunale per il conferimento della cittadinanza onoraria. È il riconoscimento del sacrificio unanime che, 76 anni fa, fu fatto proprio dalla popolazione e dai militari».
«Quella di oggi - ha aggiunto il generale Tota - è una grande opportunità e ringrazio il sindaco per aver accolto la nostra richiesta. Le voci gioiose che, oggi in particolare, giungono dall'esterno di questa sala ci sottolineano come gli sforzi di chi allora si è sacrificato, oggi permettono di vivere in un Paese migliore. Grazie per l'esempio che avete dato, continuate ad essere esempio per noi. Verona è città che ha grande tradizione anche nella dedizione di chi ha fatto il proprio dovere anche quando la Patria non c'era più».

LE POLEMICHE

Le celebrazioni in piazza Viviani e al cimitero monumentale e in aggiunto il conferimento della cittadinanza onoraria; la somma di queste cerimonie avrebbe avuto un risultato pieno e significativo dal punto di vista istituzionale per Verona, se non fosse per un'iniziativa portata avanti dal consigliere comunale di maggioranza Andrea Bacciga. L'anno scorso, Bacciga aveva chiesto di rimuovere la targa che ricorda la Battaglia delle Poste. Quest'anno, il consigliere di Battiti ha presentato una mozione per chiedere di verificare se questa battaglia c'è realmente stata. Una mozione che ha provocato le reazioni del Partito Democratico e di Michele Bertucco, consigliere comunale di Sinistra e Verona in Comune. «Bacciga nega di essere fascista ma fa di tutto per sembrarlo. non mancando occasione di attaccare le radici democratiche e antifasciste della nostra città nel tentativo di estorcere una riscrittura della storia a proprio uso e consumo», ha scritto Bertucco.

Siamo al delirio più assoluto - aggiungono i consiglieri comunali del PD Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - Mai nessun storico degno di questo nome ha messo in discussione la Battaglia delle Poste. Al contrario, a livello accademico si è discusso su come si svolsero esattamente i fatti, visto che sono venute meno le testimonianze dirette. Quello che come cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali ci interessa è che su quell'atto di resistenza a difesa della Prefettura e delle Caserme, per le quali combatterono militari e cittadini e che valse a Verona la Medaglia d'Oro per la Resistenza, si fonda il nuovo Stato repubblicano, democratico ed antifascista. Forse è questo che a Bacciga da fastidio.

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