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L'intitolazione delle cinque rotatorie

L'intitolazione delle cinque rotatorie

Toponomastica e 8 marzo, rotonde di Corso Milano intitolate a 5 donne

Margherita Pettenella, Delia Pollini, Maria Trabucchi, Eugenia Vitali, Clara Zoboli Boggian. «Nella loro normalità, hanno fatto cose straordinarie e hanno contribuito a rendere migliore la nostra città», ha detto il sindaco

Straordinarie nella loro normalità. Donne che, senza aver cercato il palcoscenico, hanno contribuito a rendere migliore la società veronese. Cinque figure femminili del Novecento che da oggi danno il nome alle altrettante rotonde presenti su Corso Milano, a Verona. Cinque nomi: Margherita Pettenella, Delia Pollini, Maria Trabucchi, Eugenia Vitali, Clara Zoboli Boggian, cinque donne di talento, ma anche madri e mogli. Come tante altre.

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(La targa che racconta delle cinque donne a cui sono state intitolate le rotatore di Corso Milano)

Corso Milano si arricchisce quindi di nuovi nomi. La saggista Eugenia Vitali Lebrecht, promotrice dei diritti della donna, colta, appassionata di teatro, si dedica allo studio della letteratura e della poesia con finalità politiche, nel 1907 è la quarta donna ammessa alla Società Letteraria. Maria Trabucchi Clementi, promotrice dei diritti della donna, nel 1945 fonda la Casa di Carità di Via Prato Santo che diventa Centro di accoglienza per le persone bisognose. Clara Zoboli Boggian, mecenate della musica, per sua volontà Palazzo Boggian dal 1964 fu sede di attività didattiche, musicali e culturali dell'epoca; ancora oggi è sede succursale del Conservatorio. Margherita Pettenella, benefattrice delle giovani donne, ha donato il proprio palazzo in Via Pigna perchè l'associazione da lei presieduta, Associazione Cattolica Internazionale Al Servizio della Giovane, ancora lì operante, potesse accogliere ed ospitare le donne in difficoltà o disagio. Delia Pollini, documentarista di guerra, nel 1915 fonda e dirige l'Ufficio notizie per le famiglie dei militari di terra e di mare; a lei si deva il vasto archivio storico veronese a testimonianza dei caduti di guerra.
È dedicato a tutte le donne il progetto pilota dell'amministrazione comunale legato alla toponomastica, che fa di Verona l'unica città italiana ad aver realizzato un'iniziativa di questo tipo. Un vero e proprio cambio di marcia in fatto di intitolazione di strade, vie e piazze cittadine a figure femminili, che a livello nazionale rappresentano una percentuale davvero irrisoria rispetto ai luoghi che portano il nome di un uomo. Un'iniziativa promossa dalla Consulta delle Associazioni Femminili di Verona e fortemente sostenuta dal Comune attraverso gli assessorati alle pari opportunità e ai servizi demografici e statistica.

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(L'intervento del sindaco Sboarina durante l'inaugurazione)

Oggi, 8 marzo l'inaugurazione ufficiale. Alla cerimonia, che si è svolta alla prima rotonda provenendo dal centro, all'incrocio tra il Corso e le Vie Calderara e Chinotto, hanno partecipato il sindaco Federico Sboarina e l'assessore alle pari opportunità Francesca Briani. Presenti anche il vicesindaco Luca Zanotto, l'assessore ai servizi demografici Stefano Bianchini, il presidente della terza circoscrizione Claudio Volpato, la presidente della Consulta delle Associazioni femminili Anna Maria Sanson, l'onorevole Maria Pia Garavaglia e alcuni parenti dei cinque personaggi femminili.
«Cinque donne che, nella loro normalità, hanno fatto cose straordinarie e hanno contribuito a rendere migliore la nostra città - ha detto il sindaco - Come loro, ce ne sono tantissime, madri, mogli e lavoratrici che si spendono ogni giorno con forza, coraggio e determinazione, in famiglia come nel lavoro. Le abbiamo nelle nostre case, nei nostri uffici, pronte a dare il loro contributo per migliorare la nostra comunità. Questa iniziativa vuol rendere omaggio a tutte le donne veronesi e al fondamentale ruolo che rivestono nella società, in modo particolare nel contesto storico che stiamo vivendo. È un importante cambio di passo per quel che riguarda la toponomastica, andiamo avanti in questa direzione».
«Di strada le donne ne hanno fatta tanta, nel lavoro come in politica, ma c'è ancora molto margine per migliorare - ha affermato l'assessore Briani - Massima attenzione alle nuove generazioni, verso le quali siamo chiamati a dimostrare ancora più generosità. Penso ai giovami ma soprattutto alle donne, devono essere nelle condizioni di poter scegliere se stare a casa o lavorare, e se decidono di lavorare devono poter farlo con le stesse opportunità dei colleghi maschi. Ringrazio la Consulta delle Associazioni femminili per la passione e la determinazione con cui portano avanti la propria attività e iniziative di rilievo come questa, che è frutto di un grande lavoro corale in vista di obiettivi condivisi».
«Siamo davvero felici che sia stata accolta la proposta di intitolare le cinque rotonde di Corso Milano ad altrettante donne meritevoli, che hanno contribuito a rendere migliore la società veronese - ha concluso Sanson - Un progetto recepito con grande entusiasmo, che darà più equa rappresentanza di genere anche nell’ambito della toponomastica. In Italia solo il 3 per cento di strade e piazze portano il nome di una donna».

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