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Cinghiale filmato sulle Torricelle a Verona, e sul Baldo sono più di 1.200

L'assessore regionale all'agricoltura Giuseppe Pan chiede di modificare la legge nazionale che regola la fauna selvatica e si prende le critiche dell'Enpa

 

Continuano gli avvistamenti dei cinghiali in provincia di Verona. Un nostro lettore ci ha inviato un video realizzato in questi giorni sulle Torricelle. Le immagini mostrano un cinghiale di ragguardevoli dimensioni passeggiare a lato della strada.
Avvistamenti di questo tipo sono diventati più frequenti nelle aree a nord e a ovest del capoluogo, anche in zone non distanti dalle abitazioni. Mentre in altre località della provincia, la presenza del cinghiale ha raggiunto numeri giudicati troppo elevati dalle istituzioni locali. Per l'area del Baldo, ad esempio, la stima della Provincia di Verona è che ci siano almeno 1.200 cinghiali. Perciò è stato studiato un piano per un abbattimento controllato di questi animali a partire dal prossimo inverno, così come deciso lo scorso aprile, durante un incontro tra Provincia di Verona e Regione Veneto.

E la convivenza tra l'uomo e la fauna selvatica è un tema che la Regione Veneto vuole continuare ad affrontare con lo Stato. È di ieri, 19 giugno, l'iniziativa dell'assessore regionale all'agricoltura Giuseppe Pan che, a nome della Regione Veneto, ha presentato alla commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni la richiesta di modificare la legge nazionale che dal 1992 regola la fauna selvatica. «I danni causati alle attività agricole, ma anche alla pubblica incolumità, da specie nocive come cinghiali, ungulati, cormorani sono purtroppo esperienza ormai comune, non solo in Veneto ma anche in molte altre regioni - ha detto Pan - Appare pertanto sempre più urgente modificare la legge nazionale che regola la fauna selvatica e passare dal concetto di protezione assoluta ad un approccio dinamico di gestione controllata. Non si tratta di dare il via libera alla caccia incondizionata, ma di dare il via, con l'ausilio dell'Ispra e del Ministero, a piani di gestione controllata delle specie più nocive, lupi compresi».
La proposta di modifica elaborata dalla Regione Veneto punta a sostituire il concetto di "protezione" con quello di gestione, a superare la frammentazione tra diversi ministeri in materia faunistico-venatoria e a distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell'attività venatoria. La proposta punta inoltre al risarcimento integrale dei danni diretti e indiretti causati da grandi predatori.

All'assessore Pan ha subito replicato l'Enpa (ente nazionale protezione animali). «Non esistono specie nocive né dannose - spiega l'Enpa - Esistono leggi disattese; cioè norme che, se correttamente applicate, soprattutto per quanto riguarda il ricorso ai metodi di prevenzione, permetterebbero di evitare e di risolvere possibili problemi di convivenza con gli animali selvatici. Tra le specie chiamate in causa da Pan ce n'è anche una particolarmente protetta da norme europee, il lupo, che svolge un'azione fondamentale per tenere sotto controllo la popolazione di un'altra specie citata sempre dall'assessore, il cinghiale. La contraddizione è lampante: contro ogni evidenzia scientifica, si vorrebbe sparare proprio a quegli animali che garantiscono una situazione di equilibrio demografico».

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