Cinema drive-in? Triveneta AGIS:«Solo una boutade», ma sul lago di Garda c'è il progetto

Franco Oss Noser, Presidente dell’Unione Interregionale Triveneta AGIS: «Il drive-in non è neppure un’ipotesi percorribile, per varie ragioni: tecniche, economiche, anche artistiche»

Cinema drive-in - post Facebook Attilio Fontana

«Il drive-in è solo una boutade, le arene cinematografiche non possono essere un modo per riprendere a vedere un film sul grande schermo», così si legge in una nota dell'Unione Interregionale Triveneta AGIS. Dopo numerose anticipazioni, proposte, ipotesi, avanzate negli ultimi giorni in merito alla possibilità di ritornare a vedere il cinema sul grande schermo in modalità drive-in o arena estiva, il parere perentoriamente negativo è stato espresso in un intervento pubblico da Franco Oss Noser, Presidente dell’Unione Interregionale Triveneta AGIS: «Il drive-in non è neppure un’ipotesi percorribile, per varie ragioni: tecniche, economiche, anche artistiche. In questo momento bisogna pensare alle sale cinematografiche e teatrali, chiuse dai primi di marzo ed ancora senza una data prevista o prevedibile di riapertura. Non si risolvono i problemi delle perdite che si stanno accumulando su queste aziende aprendo arene estive. Anzi, corriamo il rischio di spendere, in alcuni casi, denaro pubblico che di norma sostiene queste attività per raggiungere l’equilibrio di bilancio. Meglio sarebbe destinarlo per la riapertura delle attività».

Franco Oss Noser

Franco Oss Noser, Presidente dell’Unione Interregionale Triveneta AGIS

«Dobbiamo pensare alle aziende di esercizio cinematografico, ai cinema, ai teatri, alle sale da concerto. - aggiunge Massimo Lazzeri, Presidente ANEC Tre Venezie - Ci vuole un Fondo, anzi Fondi straordinari da parte delle Regioni (Veneto e Friuli-Venezia Giulia) e delle Province autonome (Trento e Bolzano Alto Adige) per ammortizzare le perdite e sostenere la ripartenza. E sarà una ripartenza difficile con una minor capienza dei locali per garantire le distanze di sicurezza che saranno individuate per contrastare Covid-19 e con una capienza ridotta, incassi ed entrate si abbasseranno inevitabilmente. A ciò aggiungasi la paura e la minor capacità di spesa degli italiani. Quest’ultima potrà essere supportata con voucher culturali come già sperimentato a Trento e la paura potrà lentamente abbandonarci con protocolli seri ma sostenibili. Ci aspettiamo inoltre una detassazione dei tributi locali, in particola IRAP, IMU e TARI. Sono interventi indispensabili per supportare le imprese».

Cinema drive-in sul lago di Garda

Nessuno ha mai pensato che il cinema drive-in potesse costituire la panacea di tutti i mali che flagellano ormai da mesi tutti i vari settori dello spettacolo, comprendendo anche la musica e il teatro tra gli altri. Tuttavia il cinema all'aperto si è sempre fatto e a maggior ragione andrebbe incentivato dinanzi alla pandemia, sfruttando la stagione estiva e già forse quella primaverile. Che questo sia sufficiente a risolvere il problema delle sale cinematografiche chiuse è evidente che, più che una boutade, è un nonsense. Quella del cinema all'aperto è però altra cosa dal cinema drive-in, perché quest'ultimo potrebbe avvenire cronologicamente prima delle stesse arene cinematografiche estive all'aperto e, naturalmente, prima anche delle sale al chiuso. Queste ultime dovranno in futuro fronteggiare non solo la necessità del cosiddetto "distanziamento sociale", ma anche il fatto appunto di essere al chiuso, il che da un punto di vista epidemiologico non è certo una facilitazione. Se l'Arena di Verona passerà, in base alle recenti stime divulgate dal sindaco e presidente di Fondazione, ad avere non più 13.500 posti disponibili per gli spettacoli ma solo 4.000, con una riduzione di oltre due terzi dei posti in un anfiteatro all'aperto, immaginiamoci la riapertura di un teatro al chiuso che tipo di riflessioni potrebbe dover imporre. 

Ciò detto se di una boutade o meno si tratta sarà il futuro a dirlo, certo è che comunque qualche idea nuova, oltre alle legittime rivendicazioni economiche verso il governo, andrebbe trovata per l'imminente arrivo dell'estate. Qualcuno che nel modello "cinema drive-in" pare abbia seriamente intenzione di puntare già c'è, e questo è un dato di cui non si può non prendere atto, anche perché riguarda un territorio molto vicino al Veneto e ancor più flagellato dal virus, così vicino da condividere un lago, il lago di Garda per l'appunto. «Progetto cinema Drive-in in Lombardia. Cosa ne pensate?», inizia così un recente post Facebook del governatore Attilio Fontana che poi aggiunge: «Regione Lombardia è al lavoro per realizzare la prima sperimentazione di ritorno al cinema all'aperto. Il nostro assessore alla Cultura Stefano Bruno Galli e il direttore del Vittoriale Giordano Bruno Guerri sono al lavoro per il progetto pilota che si terrà proprio alla casa-museo di Gabriele D’Annunzio sul lago di Garda, dove saranno allestiti tela e proiettore nel parcheggio che può ospitare 50-60 automobili. L’assessore allo Sport e Giovani, Martina Cambiaghi, vorrebbe allargare la sperimentazione anche ai concerti. Credo che D'Annunzio approverebbe...». 

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Post Facebook cinema drive-in del governatore della Lombardia Attilio Fontana

Il post Facebook del governatore della Lombardia Attilio Fontana

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