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Ciclopista del Sole: pronta a fine aprile la prima bozza del progetto

Il percorso dedicato alle biciclette che collega direttamente Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, prende piano piano forma. Il tracciato veronese dovrebbe essere finanziato per metà dallo Stato e per metà dalla Regione

Da Mantova a Firenze in bicicletta, passando per Verona. L’ipotesi di una ciclopista del Sole, che colleghi direttamente Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, diventa sempre più concreta. Tanto che una bozza del progetto sarà già pronta il prossimo 22 aprile. Nel frattempo, la settimana prossima, i tecnici delle città coinvolte si ritroveranno a Verona per valutare le ciclopiste già presenti e i tratti da realizzare per completare l’opera.

Il punto della situazione è stato fatto venerdì mattina in municipio nell’incontro a cui hanno partecipato l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala, l’assessore regionale ai Lavori pubblici, infrastrutture e trasporti Elisa De Berti e i rappresentanti dei Comuni di Sona, Sommacampagna, Castelnuovo del Garda, Peschiera e Valeggio, dai cui territori è previsto il passaggio della ciclopista.

Il Veneto è interessato al progetto per circa una ventina di chilometri, una parte dei quali nel territorio veronese.

A portare avanti lo studio tecnico dell’opera, la città di Bologna, capofila del progetto che, una volta definitivo, sarà oggetto della richiesta di fondi ministeriali. Il tracciato veronese dovrebbe essere finanziato per metà dallo Stato e per metà dalla Regione.

Un progetto strategico per Verona, già impegnata per la mobilità sostenibile e, nello specifico, nel dotare la città di infrastrutture e servizi per la ciclabilità. Un’opportunità anche per dare ulteriore slancio al cicloturismo. Da nord, infatti, Verona è il collegamento diretto con l’Austria, e il progetto di collegamento della pista dell’Adige con il Chievo va anche a vantaggio di questo comparto turistico, cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni e che vede Verona in una posizione strategica di assoluto prestigio.

«La Regione vuole mettere in connessione tra loro le grandi ciclovie di interesse nazionale che si snodano nel territorio veneto e queste ultime con i percorsi regionali e interregionali ai quali stiamo lavorando, per formare uno dei sistemi infrastrutturali di mobilità leggera tra i più ampi e attrezzati del nostro Paese».

Questo l’obiettivo indicato dall’assessore ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti della Regione del Veneto, Elisa De Berti, nel corso degli incontri tenuti con gli amministratori dei Comuni interessati dai tracciati della ‘Ciclovia del Garda’ e della ‘Ciclovia del Sole’.

«Sono stati confronti molto proficui – sottolinea l’assessore –, che ci hanno consentito di valutare con i rappresentanti del territorio le soluzioni migliori in vista della definizione precisa dei percorsi. Gli esperti incaricati della redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica, presenti oggi, faranno tesoro delle indicazioni avute dagli amministratori locali per far sì che il progetto sia il più condiviso possibile e che queste infrastrutture favoriscano anche il miglioramento e la messa in sicurezza della mobilità locale».

La Ciclovia del Sole, che collega Verona a Firenze, attraversa quattro regioni: Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Il nostro territorio regionale è interessato dai tratti Verona-Salionze (circa 22 km) e Peschiera-Valeggio sul Mincio (circa 15 km). Il percorso di questa ciclovia si sviluppa lungo l’Eurovelo 7, uno degli assi ciclabili individuati a livello europeo che attraversa la nostra Penisola da Nord a Sud. Il finanziamento per la sua realizzazione ammonta a circa 70 milioni di euro, di cui circa 6 milioni saranno spesi per i tracciati nel territorio veneto.

Per la Ciclovia del Garda, invece, è previsto il completamento dei percorsi ciclabili e ciclopedonali esistenti sulle sponde del lago, definendo un percorso unitario, unico in Europa e collegato alla stessa Ciclovia del Sole. Si sviluppa secondo un itinerario ad anello di 140 km in territorio veneto, lombardo e trentino, interessando 19 Comuni rivieraschi, di cui 8 veronesi: Malcesine, Brenzone sul Garda, Torri del Benaco, Garda, Bardolino, Lazise, Castelnuovo del Garda e Peschiera del Garda. L’opera dispone di un finanziamento di 194 milioni di euro, di cui circa 55 milioni per la parte veneta.

«Contiamo nei prossimi mesi di presentare al Ministero dei Trasporti i progetti delle due ciclovie – ha concluso De Berti – la cui realizzazione assicurerà notevoli benefici su molti fronti, da quello della mobilità a quello turistico, e sarà frutto di un impegno corale di enti, istituzioni e associazioni. Nella progettazione punteremo, come sempre, allo sviluppo dell’intermodalità, che in questo caso potrà riguardare la bicicletta, il treno, il bus e anche i mezzi di navigazione: insomma, due opere infrastrutturali di grande suggestione e richiamo internazionale, che avranno una preziosa ricaduta economica nel nostro territorio».

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