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Martedì, 25 Gennaio 2022
Attualità Centro storico / Piazza Bra

Circa 4 ciclisti su 10, viaggiano per Verona senza dispositivi di illuminazione

I volontari di Fiab, il 9 novembre scorso tra le 17.20 e le 18.50, hanno visto ben 388 ciclisti non illuminati su un totale di 994

Ogni anno sperano di contarne sempre meno, ma restano ancora tanti i ciclisti che circolano per Verona su bici senza luci anche quando cala il buio. «E sono lì a ricordarci che le iniziative periodiche come la nostra non sono sufficienti a cambiare da un anno all'altro una cultura e una forma mentale», hanno commentato i volontari di Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta), i quali il 9 novembre scorso si sono posizionati ai quattro principali varchi della città storica (Ponte Nuovo, Ponte della Vittoria, Viale Piave, Castelvecchio) e, tra le 17.20 e le 18.50, hanno visto ben 388 ciclisti privi di qualsiasi dispositivo di illuminazione, su un totale di 994 transiti. Una percentuale del 39%, sostanzialmente in linea con le rilevazioni del 2019 e del 2020 (confrontabili anche dal punto di vista del numero totale dei passaggi). Il resto dell’utenza monitorata si è ripartito in questo modo: 15% "Poco Illuminati"; 35% "Quasi illuminati" (tipicamente dotati di entrambe le luci ma sprovvisti di catarifrangenti ai raggi) e un altro 11% circa "Illuminati" o "illuminatissimi".

Ciclista illuminato 2021 - Andamento 2011-2021 (dettagli con legenda)-2

Eppure qualche cambiamento c'è, solo che per apprezzarlo è necessario ampliare l'arco temporale. Nella prime tre edizioni dell'iniziativa di Fiab "Ciclista Illuminato" (2010-2011-2012) i completamente spenti erano praticamente sempre più della metà. Nelle successive tre edizioni sono scesi tra il 50% e il 40%, mentre nelle ultime tre edizioni la loro percentuale si è attestata appena al di sotto del 40% lasciando tuttavia intravvedere margini di miglioramento via via più piccoli.

Ciclista illuminato 2021 - Andamento 2011-2021 - Dati-2

«La sensibilizzazione da sola non basta più - è il commento dei volontari di Fiab Verona - Occorre accompagnarla con un'azione di educazione che coinvolga sia le giovani generazioni che gli adulti, prestando particolare attenzione ai cittadini di altra nazionalità che rappresentano una quota notevole di ciclisti. È evidente come alle spalle ci sia anche un problema economico, ma qui ci troviamo davanti ad una mancata percezione del rischio e ad un'indifferenza alle regole».

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