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A 50 anni dalla tragedia di Croda Scabra, Ana ricorda i 7 alpini morti

I giovani, tutti veronesi, furono travolti da una valanga nel corso di un'attività addestrativa invernale in località Ponticello, nelle Dolomiti di Braies

 

Come allora, c'è la neve. Assassina all'epoca; leggera quasi come una carezza sulle ferite dell'animo ancora aperte, oggi; nel 50esimo anniversario della tragedia della Croda Scabra, dove sette alpini veronesi della 62esima Compagnia del Battaglione Bassano del Sesto Reggimento Alpini persero la vita travolti da una valanga nel corso di un'attività addestrativa invernale in località Ponticello, nelle Dolomiti di Braies. La tragedia, una delle vicende più tristi e drammatiche in tempo di pace, avvenne il 7 marzo del 1970 e lasciò attonita e sconvolta tutta la città.

Questa mattina, 11 ottobre, i sette alpini di leva nella caserma di San Candido, morti poco più che ventenni, sono stati ricordati da una delegazione di un centinaio di alpini veronesi che si è ritrovata davanti al monumento eretto in loro ricordo a Ponticello di Braies, qualche chilometro a nord del celebre, omonimo lago.

«Ciao Fausto, Franco, Bruno, Luciano, Angelo, Vittorio, Luigi. Dopo 50anni siamo ancora qui». Il presidente della sezione veronese dell'Ana Luciano Bertagnoli (nel video) ha preso la parola ricordandoli uno per uno, chiamandoli per nome. Sono Franco Bagolin di Veronella, Fausto Baietta di San Pietro Carlano, Angelo Benedetti di Malcesine, Vittorio Bonfante di Gazzo Veronese, Bruno Pighi di Avesa, Luigi Rigo da Quinzano e Luciano Turata di Verona. Tutti classe 1949, tutti veronesi.
«Di loro, nei registri sezionali non c’è praticamente traccia. Questo perché nelle sezioni si registrano gli alpini al momento del congedo e loro questo momento non hanno fatto in tempo a viverlo. Ugualmente, hanno lasciato un solco indelebile nei nostri cuori», ha proseguito Bertagnoli.

Quella di oggi è la terza giornata del ricordo dall'inizio dell'anno in questo 50esimo dalla tragedia. In marzo è salita a Ponticello, dove è stato eretto in passato un monumento a ricordo dei sette, una delegazione di amici e alpini. A settembre, è toccato ai familiari e a una delegazione della Compagnia. Oggi, è stata la volta della sezione di Verona, accompagnata dal presidente della sezione di Bolzano, dal deputato Diego Zardini, da alcuni sindaci del territorio e dalla presidente della seconda circoscrizione di Verona Elisa Dalle Pezze.

«Siamo qui ancora una volta per salutarvi - ha aggiunto il presidente della sezione veronese dell'associazione nazionale alpini - La bellezza e la sciagura della neve, parte preponderante nella montagna, che ha sepolto questi nostri ragazzi a Croda Scabra, con volti ancora fanciulli, ci affascina e ci perseguita».

E un nuovo cippo in marmo e legno con le foto e i nomi dei sette alpini travolti nel '70, si è aggiunto oggi alle lapidi erette negli anni.

Alla cerimonia è seguita la messa celebrata sotto una fitta nevicata dal cappellano sezionale don Rino Massella.

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