Central Park di Verona. Il Comune mostra il progetto, l'opposizione attacca sulla "quota verde"

Con un webinar Palazzo Barbieri ha presentato il Masterplan dell'area, ma PD e Bertucco incalzano: «Sboarina aveva promesso il 100% a verde, adesso siamo scesi all’84% ed è comunque una fake news»

 

Un immenso cuore verde circondato di piazze, piste ciclabili e nuovi servizi. Questo è il Central Park che vorrebbe l'amminstrazione, così come emerge dal masterplan redatto dall'Università di Padova in collaborazione con gli uffici Urbanistica del Comune di Verona, che fa presente come il documento presentato indichi la suddivisione della superficie del parco che, con i suoi 45.66 ettari, dovrebbe quindi essere il più grande di Verona: San Giacomo 7.5 ettari; Arsenale Francesco Giuseppe 8.3 ettari; Parco Bastione della Maddalene 18.7 ettari. La superficie utile lorda è di 100.000 metri quadrati, di cui 8.000 di commerciale e direzionale, 5.000 di residenziale, 5.000 di social housing, 1.000 di attrezzature pubbliche.

Dalla 'spiaggia urbana' alle 'officine per la manutenzione degli affetti', dal 'giardino all'italiana' alla promenade, fino alle 'spine attrezzate' e al parco urbano. Per il Comune i denominatori comuni di ogni tassello saranno la vivibilità degli spazi e la loro fruibilità da parte di cittadini e turisti, per un approccio tipico delle più evolute capitali europee.

Centra Park Verona - Masterplan - Parco-2

Le caratteristiche del masterplan sono state illustrate venerdì nel corso di un incontro pubblico online organizzato dall'Amministrazione come momento di partecipazione e condivisione su uno dei progetti cardine del Comune.
Durante il webinar, visibile a tutti attraverso la pagina Youtube del Comune, sono state mostrate immagini, documenti e rendering di un intervento destinato a cambiare completamente il volto della città.

Al tavolo virtuale, hanno partecipato il sindaco Federico Sboarina, gli assessori alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala e alle Infrastrutture Luca Zanotto, ma anche il vicepresidente della Regione Veneto Elisa De Berti, oltre al team di progettisti dell'Università di Padova che hanno lavorato alla redazione del masterplan, guidati dal direttore del dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale Carlo Pellegrino.

Centra Park Verona - Masterplan - Spiaggia urbana-2

«Presentiamo oggi al pubblico il Masterplan del Central park perché siamo arrivati ad uno snodo cruciale del progetto – afferma il sindaco –. Fra pochi giorni si chiuderà il bando del Gruppo Fs per la ricerca dell’operatore economico che lo realizzerà. Si capisce quindi che è un sogno diventato realtà e che si realizzerà molto prima del previsto. Penso al 2026, anno delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, con Verona città olimpica.
Da anni la nostra città attende di risanare una ferita con le rotaie che dividono il centro storico dalla parte Sud, la più grande trasformazione urbanistica dal Dopoguerra. L’auspicio è che ci sia più di un partecipante, per avere la possibilità di valutare la migliore soluzione possibile».

«Il bando effettuato da Fs per la selezione degli operatori economici, scade il 3 marzo – ricorda l’assessore Segala –. Fra i criteri di partecipazione c’è quella della dimensione, nel senso di gruppi economici importanti che abbiano già effettuato investimenti di questo calibro e che siano in grado di strutturare un concept adeguato all’area. Fs valuterà gli operatori idonei allo step successivo, che avranno quindi trenta giorni di tempo per produrre un progetto sul Central Park. La proposta migliore sarà quella che inizierà il percorso con il Comune e la Regione per predisporre la variante urbanistica dell’area».

Centra Park Verona - Masterplan - Visione notturna-2

«Si tratta di un’infrastruttura strategica che risolverà molte criticità viabilistiche – afferma Zanotto –. Tra gli elementi qualificanti del masterplan, infatti, c'è sicuramente l’aspetto legato al miglioramento della qualità viabilistica complessiva del Comune. Tre i punti fondamentali che andranno a ridisegnare questa parte importante della città: creazione di un grande parco urbano; ricucitura di due quartieri con un nuovi collegamenti viari; realizzazione di un’importante quota di mobilità dolce, con piste ciclabili quale evoluzione naturale e moderna per migliorare l’ambiente».

Scarica la gara per la valorizzazione dello scalo ferroviario di Verona Porta Nuova

Centra Park Verona - Masterplan - stazione-2

«Central Park solo sulla carta»

Le considerazioni del Comune di Verona trovano però la contestazione da parte delle opposizioni, secondo cui l'effettiva area verde sarebbe inferiore a quella dichiarata. 

«Che ci sarà un nuovo parco urbano nessuno lo nega, che i numeri siano diversi da quelli sbandierati dall’amministrazione è altrettanto vero. È singolare che piazze e percorsi ciclabili rientrino nella definizione di ‘verde’, qua viene fatto un uso spregiudicato del dizionario. Inoltre ci saranno altri 8mila metri quadri a destinazione commerciale, apparentemente pochi rispetto al totale dell’area, molti se consideriamo l’attuale concentrazione di supermercati e grandi superfici di vendita».
Così Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico, commenta il masterplan del cosiddetto ‘Central Park’, il parco che nascerà tra la stazione di Porta Nuova e il quartiere di Santa Lucia, nell’ex scalo merci di Ferrovie, illustrato venerdì dall’amministrazione comunale alla presenza dell’assessore della Giunta Zaia Elisa De Berti. «Il troppo entusiasmo da campagna elettorale anticipata può giocare scherzi, ma i numeri sono numeri - ribadisce l’esponente dem a Palazzo Ferro Fini -. Inizialmente Sboarina aveva promesso il 100% a verde, adesso siamo scesi all’84% ed è comunque una fake news, perché, come detto, dentro quella definizione ci sta un po’ di tutto, non soltanto alberi. Per quanto riguarda il residenziale siamo curiosi di vedere l’impatto dei due grattacieli presenti nelle immagini Masterplan per ridurre il consumo del suolo…È questo il modo di agire? - attacca Bigon - Tra tempi e costi della bonifica, ancora non quantificati e approvazione dei progetti, non abbiamo alcuna certezza su quanto verrà realizzato e quando. Non vorremmo trovarci brutte sorprese con un’ulteriore riduzione, visto che l’unico protocollo d’intesa parla di superficie a parco ‘almeno del 50%’ e che, alla fine, i soldi per la riqualificazione li tireranno fuori i privati, che cercheranno di far fruttare al massimo il proprio investimento».

«Il Central Park sbandierato dall'amministrazione come un parco newyorkese rischia di rimanere un grande annuncio - aggiunge il consigliere comunale veronese Stefano Vallani - senza peraltro compensare i quartieri al confine della zona ferroviaria con quella necessità di aree verdi attrezzate di cui hanno bisogno».

«Che l’amministrazione abbia già cominciato la campagna elettorale un anno prima della scadenza del mandato ci sta, vista l’asseverata incapacità di concludere qualcosa di buono per la città, ma che continui a prendere in giro i cittadini con la bufala del Central Park prima al 100% o ora all’84% è inaccettabile», ha detto Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune. 
«La quota effettivamente destinata a verde pubblico è del 64%, ben lontana dall’84% propagandato dall’amministrazione. Ma come al solito Sboarina e Segala stanno facendo i conti senza l’oste: i soldi che servono per la riqualificazione dell’ex scalo merci non ce li metterà il Comune né tanto meno le Ferrovie, ma i privati che chiamati ad acquisire l’area in cambio della possibilità di costruire e che pertanto faranno i loro conti per massimizzare il profitto.
Si aggiunga che al di là delle chiacchiere di Sboarina e Segala, l’unico documento pianificatorio utile resta quello della Regione, che indica nel 50% la superficie minima a parco.
Per onestà intellettuale l’amministrazione dovrebbe anche dire che la realizzazione del parco, se mai andrà in porto, non è immediata: tra bonifica, progetti e accordo programmatico con la Regione passeranno molti anni ancora. E i fatti nel frattempo ci dicono che sono passati altri 5 anni senza che Verona Sud abbia conosciuto un alcun significativo incremento della qualità della vita».

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeronaSera è in caricamento