Celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante: «Verona non sfigurerà»

Sabato 5 settembre si è svolta la serata inaugurale a Ravenna, mentre a Verona dovrebbe tenersi entro il mese di dicembre. Traguardi però attacca l'amministrazione comunale sul programma degli eventi

Un momento della serata inaugurale che si è tenuta a Ravanne con la presenza del presidente Mattarella

È partito da Ravenna, città dove è deceduto, l’anno di celebrazioni per il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, in programma da settembre 2020 a settembre 2021. Sabato 5 settembre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è svolta la serata inaugurale, a cui hanno preso parte anche i rappresentanti delle altre due città dantesche, Verona e Firenze, coinvolte nel progetto nazionale di celebrazione. Per la città scaligera erano presenti il sindaco Federico Sboarina e l’assessore alla Cultura Francesca Briani.

Cuore della serata, l’inaugurazione della restaurata tomba del Sommo Poeta, che dopo un articolato intervento di sistemazione è tornata nuovamente visibile al pubblico. A seguire, nella vicina piazza San Francesco, si è poi tenuto un concerto in cui sono stati eseguiti brani di Liszt e Donizetti e l'attore Elio Germano ha dato lettura dell’ultimo canto, il XXXIII, del Paradiso.

Dopo le celebrazioni di Ravenna, anche a Verona si terrà entro dicembre un evento di apertura delle iniziative veronesi. L'amministrazione comunale riferisce che l’ampio programma della città scaligera, in lavorazione da ottobre 2019, con la creazione di un Comitato scientifico, ha puntato a mettere insieme tutte le forze migliori del territorio, con ò’obiettivo di offrire eventi di straordinaria importanza, con iniziative di forte interesse culturale ma anche più popolari, per avvicinare meglio l’intera comunità alla straordinaria figura di Dante.
Un programma che si articola in tre sezioni: la prima, con mostre, allestimenti, concerti, performance e percorsi guidati nei luoghi danteschi della città; la seconda, con progetti di ricerca e di restauro; la terza, con convegni, conferenze ed incontri.

«Le celebrazioni dantesche rappresentano un evento nazionale di grande rilevanza – ha dichiarato il sindaco –. Lo dimostra l’inaugurazione fatta sabato scorso a Ravenna, alla presenza del Presidente Mattarella, con una celebrazione di alto valore e di grande impatto. Verona, fra le tre città coorganizzatrici del programma nazionale, non sfigurerà. Previsto un fitto programma di eventi ed entro dicembre sarà proposto un appuntamento speciale dedicato al Sommo Poeta, che nella città ha vissuto, scrivendo la famosa epistola a Cangrande della Scala. Due figure di grande rilevanza storico-culturale per la nostra città, che puntiamo a valorizzare nel migliore dei modi».

«Entriamo ufficialmente nel vivo delle celebrazioni organizzate in Italia dalle tre città dantesche Verona, Ravenna e Firenze – ha sottolineato l’assessore Briani –, per ricordare uno dei più importanti anniversari della letteratura italiana e mondiale. Un’ampia carrellata di appuntamenti iniziati a Verona, con ampio anticipo, già a gennaio di quest’anno, con due giornate d’incontri e confronti su “La Questio de aqua et terra”, unica opera organica di Dante Alighieri che esibisca una datazione topica e cronica. Mostre, esposizioni, concerti, rassegne ed percorsi turistici. Sarà un anno di grandi proposte culturali, alcune create in coorganizzazione, come mostre itineranti su Verona, Ravenna e Firenze, e altre in esclusiva per la nostra città».

Programma che però, secondo il presidente di Traguardi Pietro Trincanato, sarebbe fatto più che altro da annunci: «A pochi mesi dall'anno dantesco quasi nulla trapela sulle intenzioni del Comune: si parla di mostre ma non si fa parola del soggetto, dei curatori, delle opere esposte. Si annunciano performance, concerti, grandi appuntamenti culturali ma per ora tutto resta nel mistero, con annunci che si rincorrono e trasformano il programma dantesco - per rimanere in ambito letterario - in un Godot che non arriva mai.
Il sospetto è che c'entrino anche la politica e le prossime elezioni, perché se la regione Emilia Romagna ha già messo sul piatto un milione di euro per sostenere le celebrazioni ravennati, dalle nostre parti la Regione Veneto si è limitata ad un protocollo d'intesa rigorosamente a costo zero. Traduzione: simbolino della regione su qualsiasi evento, ma nemmeno un euro investito su Verona. Un fattore che, in tempi di covid e bilanci comunali al lumicino, avrà influito sicuramente sulle celebrazioni.
Il problema, però, è che l'anniversario dantesco non è solo cosa per un pugno di amatori delle belle lettere, ma potrebbe costituire un'occasione di rilancio per un settore turistico ancora in affanno e che fatica a rialzarsi. Ma se ci si limita agli annunci vaghi, mentre le altre città già pubblicizzano mostre con prestiti importanti e appuntamenti culturali di rilievo, si rischia di perdere anche questa occasione per rendere di nuovo Verona attrattiva anche per il pubblico nazionale, che in tempo di covid è la vera clientela da coinvolgere e su cui puntare.
Speriamo che le nebbie sulla programmazione siano presto diradate, ma rimane l'amarezza per una città lasciata perennemente ai margini dalla politica regionale, anche quando (come in questo e in molti altri casi) potrebbe rappresentare un'eccellenza a livello nazionale da promuovere e sostenere, anche economicamente». 

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Il Comitato scientifico veronese è composto: Comune di Verona, Regione Veneto, Università, Diocesi di Verona, Segretariato Regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per il Veneto, MIUR – Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, Sovrintendenza Archivistica, Accademia di Agricoltura, Scienza e Letteratura di Verona, Fondazione Accademia di Belle Arti, Archivio storico civico e Biblioteca Trivulziana Milano, Biblioteca Capitolare di Verona e Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia.

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