«Bisogna avere un santo in paradiso per ottenere un cassonetto vicino a a casa»

È Federico Benini a tornare sulla rimozione dei cassonetti attuata a Verona: «Mi rivolgo anche a Tacchella e a Padovani: se non sono d’accordo, come hanno dichiarato, con la riduzione dei cassonetti, facciano fare marcia indietro all’azienda»

Sacchi di immondizia abbandonati in viale Manzoni a Verona - Foto inviata da Federico Benini

«Siamo arrivato al punto che bisogna avere un santo in paradiso anche per ottenere un cassonetto vicino a a casa: rispondendo ad una mia richiesta in merito al ripristino dei cassonetti spariti in Terza Circoscrizione come nel resto della città, nella quale ho menzionando anche la marcia indietro chiesta dallo stesso presidente Bruno Tacchella e dal vicepresidente Alberto Padovani, con mia grande sorpresa il Direttore dell’area servizi di Amia, Diego Testi, mi ha risposto che non è possibile far niente in quanto la riduzione delle batterie di contenitori sarebbe finalizzata “ad un efficientamento della raccolta differenziata” e che in compenso sarebbe stata aumentata la frequenza di svuotamento».
È Federico Benini, capoguppo in consiglio comunale a Verona per il Partito Democratico, a tornare sulla questione relativa alla rimozione dei cassonetti avvenuta in diverse vie di Verona, che avrebbe provocato disagi a diversi cittadini. 

«Ritengo questa una risposta inaccettabile: voglio allora sapere come mai in Quarta e Quinta Circoscrizione, dove sono intervenuti i rispettivi presidenti di Circoscrizione, la rimozione dei cassonetti è stata bloccata mentre nelle altre Circoscrizioni no. Forse perché in quei quartieri hanno la fortuna di avere dei presidenti attenti mentre in Terza si pensa ad altro? Bisogna avere un santo in paradiso per avere un cassonetto comodo, soprattutto per gli anziani con difficoltà di deambulazione?
Mi rivolgo anche a Tacchella e a Padovani: se non sono d’accordo, come hanno dichiarato, con la riduzione dei cassonetti, facciano fare marcia indietro all’azienda, altrimenti ammettano che non contano niente e che sono lì solo per scaldare la poltrona».

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