A Verona casa sequestrata agli usurai diventa alloggio per chi l'ha persa a causa del virus

Un appartamento confiscato alla criminalità organizzata messo a disposizione di cittadini che, anche causa Covid-19, hanno perso tutto dopo aver subito uno sfratto o il pignoramento della casa. Il sindaco Sboarina: «Due obiettivi raggiunti, lotta alla mafia e aiuto ai deboli»

Da sx Francesco Ferrarese - Federico Sboarina - Alfredo Dal Corso - Edi Maria Neri - Michele Romano

Fino a qualche mese, secondo ciò che riferisce una nota del Comune di Verona, all'interno vi avrebbe abitato un cittadino veronese 64enne che si sarebbe procurato da vivere attraverso estorsione ed usura, mentre a breve diventerà un alloggio temporaneo per famiglie che hanno perso la casa a causa dell'emergenza Covid-19. È questa la sorte dell'appartamento al civico 26 in piazza dei Caduti a Santa Lucia, tolto alla mafia e alla criminalità organizzata per ospitare famiglie che, senza colpa, si sono trovate da un giorno all'altro senza casa, vittime della crisi legata all'emergenza sanitaria. Il progetto è seguito da Fondazione Fevoss Santa Toscana, che ha ricevuto dal Comune la gestione dell'immobile. L'iniziativa sposa infatti due priorità dell'amministrazione, la lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, e fronteggiare l'emergenza abitativa delle fasce più deboli della popolazione. In particolare, l'attenzione è rivolta alle nuove povertà, a quelle persone che più di tutte sono state penalizzate dal Coronavirus, arrivando a perdere il lavoro e, in alcuni casi, anche la casa.

Ora si tratta di trovare i destinatari dell'alloggio di 75 metri quadrati, che lo potranno abitare gratuitamente per qualche mese, il tempo necessario per trovare una nuova sistemazione o un lavoro. Qui entra in campo l'associazione Avvocati Veronesi per le Esecuzioni, che avendo il polso della situazione è in grado di segnalare i casi meritevoli e più bisognosi. L'ultima parola spetterà all'Amministrazione, dopo un'attenta valutazione dei casi presentati. In città sono due gli appartamenti che il Comune ha di recente ricevuto dall'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati. Il secondo si trova in piazza Renato Simoni ed è già stato assegnato ai Servizi sociali che lo userà per progetti contro la violenza sulle donne. Questa mattina il sindaco si è recato in sopralluogo all'immobile in piazza dei Caduti, per verificare lo stato dell'appartamento e appellarsi quindi alla generosità dei veronesi per renderlo accogliente e dignitoso. Erano presenti l'assessore al Patrimonio e Anticorruzione Edi Maria Neri, il presidente di Fondazione Fevoss Santa Toscana Alfredo Dal Corso con il vicepresidente Michele Romano e il presidente Av.Es. Francesco Ferrarese.

«Questo progetto assume un valore particolare perché raggiunge insieme due obiettivi su cui l'Amministrazione è costantemente impegnata - ha detto il sindaco-. la lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, un sistema che a Verona non deve esistere, e l'attenzione verso le persone bisognose, che non devono sentirsi sole. Sul fronte mafia il messaggio deve essere chiaro e forte, la nostra città alza un muro insormontabile e indistruttibile contro chi pensa di poter delinquere. Tanto più nel periodo post Covid, che purtroppo ha causato nuove povertà, terreno fertile per usurai ed estorsori. La pandemia, infatti, ci lascia in eredità un’emergenza economico-sociale che diventa prioritaria, perché vissuta da tanti veronesi che prima vivevano del loro lavoro e, nei mesi scorsi, non riuscivano nemmeno a fare la spesa. Continuiamo a lavorare per non lasciare indietro nessuno, con tutti i mezzi a disposizione - ha aggiunto il primo cittadino Federico Sboarina - Uno sforzo che viene ripagato da situazioni come questa, dove il risultato è frutto della sinergia tra enti e associazioni del territorio accomunati dalle stesse priorità. Manca poco per rendere abitabili ed accoglienti queste stanze, sono certo che ancora una volta i veronesi sapranno dimostrare la grande generosità che li contraddistingue».

Che il fenomeno di sfratti e pignoramenti si sia acuito negli ultimi mesi anche a Verona a causa dell’emergenza Covid, che ha messo in ginocchio molte attività economiche della città, lo conferma l’assessore comunale al Patrimonio e all’Anticorruzione Edi Maria Neri, i cui uffici hanno trasferito l’appartamento alla Fondazione Fevoss Santa Toscana in tempi record. «Basti pensare - dice - che oltre il 70 per cento dei buoni spesa distribuiti dal Comune è andato a persone che prima della pandemia erano sconosciute ai Servizi sociali. Dopo che un primo immobile oggetto di confisca, pari a 160 metri quadrati in piazza Renato Simoni, è già stato messo a disposizione dei Servizi sociali del Comune, che lo gestiranno direttamente, l’Amministrazione ha subito pensato a quest’altro spazio di 75 metri quadri per dare immediato sostegno abitativo alle persone in difficoltà grazie al progetto pensato da Fondazione Fevoss e Av.Es.».

Il presidente Dal Corso ha sottolineato il cuore del progetto, che punta a restituite dignità alle persone. «Grazie alla collaborazione già in atto con i professionisti, che svolgono incarichi di custode giudiziario nelle procedure esecutive immobiliari al Tribunale di Verona, abbiamo dato vita a questo nuovo progetto per aiutare famiglie in situazioni di difficoltà. Si tratta di una soluzione temporanea, per dare il tempo di trovarsi una nuova sistemazione o un lavoro. Crediamo che attraverso la solidarietà si possano raggiungere grandi risultati, e questo ne è un esempio».

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«Tra chi ha perso la propria abitazione a seguito di una procedura esecutiva, ci concentreremo sulle persone più indigenti e meritevoli, che si trovano in questa situazione in maniera assolutamente incolpevole. - conferma il presidente di Av.Es., Francesco Ferrarese - I componenti della nostra associazione si trovano ad affrontare numerosi casi del genere ogni anno: padri di famiglia che perdono il lavoro, madri single con figli minori a carico, che non riescono più a pagare le rate di un mutuo o l’affitto e subiscono il pignoramento dell’immobile o lo sfratto».

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