Martedì, 26 Ottobre 2021
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È nata Casa Fedrigoni, archivio storico e industriale dell'azienda scaligera

È ospitato nella palazzina dove viveva il direttore di stabilimento, tra Via Tombetta e Viale Piave, dopo essere stato riordinato, catalogato e reso fruibile

La storia di Verona e quella della carta sono due narrazioni che procedono intrecciate almeno dal 1888, quando, accanto al canale Camuzzoni, Giuseppe Antonio Fedrigoni fondò la Cartiera Fedrigoni. Oggi, l'azienda è un gruppo globale tra i primi al mondo nella produzione di carte speciali per packaging, editoria e grafica, e di materiali autoadesivi per l’etichettatura, e conta oltre 4mila lavoratori in 25 Paesi. Ma a Verona restano le sue radici, il nucleo da cui si è sviluppato il destino di una famiglia che ha accompagnato lo sviluppo della città, della sua cultura e dei suoi sogni, e l’affermarsi della qualità produttiva nel settore cartario.

Molte di queste suggestioni si possono ripercorrere ora a Casa Fedrigoni, l’archivio storico e industriale dell’azienda ospitato nella palazzina dove viveva il direttore di stabilimento, tra Via Tombetta e Viale Piave (la nuova sede degli uffici Fedrigoni ora è in via Enrico Fermi), che è stato riordinato, catalogato e reso fruibile.
Casa Fedrigoni è stata presentata ieri, 8 ottobre, e oggi ha aperto le sue porte ai dipendenti e le loro famiglie. In futuro l’archivio d’impresa verrà aperto a visite guidate per studiosi e appassionati e a collaborazioni con università e scuole di grafica e design.

«Casa Fedrigoni è un piccolo ma significativo archivio industriale voluto da mio zio Alessandro, che ha scelto e raccolto in questo luogo molti materiali e donato tutti i documenti familiari che testimoniano la nascita e lo sviluppo dell’azienda nei suoi primi 130 anni di attività - ha spiegato Chiara Medioli-Fedrigoni, vicepresidente del gruppo e presidente di Fondazione Fedrigoni Fabriano - Ma è anche un luogo della memoria di comunità e territori, un laboratorio da cui si può trarre ispirazione per nuove idee e applicazioni, un percorso fra tecniche, saperi specialistici, espressioni artistiche dei nostri clienti, creatività. Perché la carta è questo: un materiale versatile e affascinante, di uso quotidiano ma anche raffinato, espressione di cultura, tecnologia, emozioni e arte».

Archivio Casa Fedrigoni

L'archivio è composto da foto d’epoca, campionari, progetti, carteggi amministrativi, brevetti e registrazioni di marchi, ma comprende anche strumenti di laboratorio, alcuni molto pregevoli e accompagnati dai manuali d’uso, matrici per la filigranatura a secco e a umido, punzoni e forme per la fabbricazione di carta a mano. Inoltre, sono esposti i migliori artefatti presentati al Fedrigoni Top Award, concorso internazionale che ogni due anni premia le creazioni e i progetti più originali e innovativi nati dall’utilizzo di ogni tipo di carta e di etichetta Fedrigoni, ed è disponibile una biblioteca specializzata in storia locale, tecnologia cartaria, storia dell’editoria e della stampa. Tutti i documenti e i reperti, riordinati e descritti con l’aiuto di specialisti dell’Università di Padova coordinati dalla professoressa Giorgetta Bonfiglio-Dosio, consentono di ripercorre con l’immaginazione la costruzione delle fabbriche della Fedrigoni e il loro costante ammodernamento, l’acquisto e l’uso di macchinari, il ciclo produttivo dei differenti tipi di carta, la rete commerciale e la comunicazione dei prodotti.

«Per chi lavora in Fedrigoni è importante capire quali sono e quanto sono profonde le nostre radici: l’ossessione per la qualità del prodotto, la precisione che si trova in tutti i registri contabili, gli inventari, i ricettari di fabbricazione, il dialogo con ogni cliente e committente. Un archivio è sempre pieno di storie interessanti, ma l’archivio industriale di una attività che vive e si sviluppa, nel presente e nel futuro, è davvero una riserva di vitamine», ha concluso Chiara Medioli-Fedrigoni.

Una storia industriale che si snoda all’interno di un contesto più ampio: la smilitarizzazione di Verona dopo la cessione della città da parte dell’Impero austro-ungarico al Regno sabaudo unitario; la spinta all’industrializzazione; la creazione di infrastrutture ferroviarie e del canale Camuzzoni, in cui i Fedrigoni ebbero parte rilevante; la metamorfosi dell’area industriale veronese dopo i bombardamenti della guerra; l’adozione di nuove tecnologie; la crescente attenzione all’ambiente; i rapporti con il mondo della cultura e dell’arte; la costante apertura internazionale.

Casa Fedrigoni vede la luce nel decimo anniversario della nascita di Fondazione Fedrigoni Fabriano, che tra le sue molte attività di carattere culturale tutela, su incarico di Fedrigoni spa, l'archivio storico delle Cartiere Miliani-Fabriano, primo archivio d’impresa dichiarato di "notevole interesse storico" in Italia e il vicino Deposito dei beni Storici Cartai, cui ora si aggiungono gli Archivi storici e industriali di Verona, Arco e Varone.

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