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Nuova "bacchetta" per la Cappella del Duomo: è il maestro Giovanni Geraci

Dopo mezzo secolo sotto la direzione di monsignor Alberto Turco, lo storico coro, anima della liturgia scaligera, rinnova componenti e repertorio. Geraci: “Ricambio generazionale nel rispetto della tradizione, con uno sguardo al presente e al futuro”

Giovanni Geraci è il nuovo maestro della Cappella Musicale della Cattedrale veronese. Molto più che un coro per l’animazione liturgica domenicale e festiva. Al cospetto della città scaligera, infatti, la Cappella Musicale rappresenta una vera e propria istituzione, un’eredità storica e culturale con radici nel XIV secolo, dal quale giunge fino a noi grazie all’incessante servizio di maestri quali Franchino Gaffurio, Vincenzo Ruffo, Giovanni Matteo Asola, Stefano Bernardi, Ippolito Baccusi, nonchè il romano Giovanni Francesco Anerio (e non solo), i quali segnarono il secolo d’oro del coro della cattedrale scaligera. Un ricettacolo di contaminazioni nazionali ed europee, testimone di cambiamenti epocali, che ha percorso i secoli conservando l’originaria, e intrinseca, funzione di coinvolgere i fedeli nella liturgia.
Una missione non priva di oneri - né di onori -, dunque, quella affidata al compositore e direttore Geraci, che in seguito alla nomina vescovile a firma del Vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti (febbraio 2018) assume ufficialmente il testimone di mons. Alberto Turco, apprezzato gregorianista alla guida della Cappella per 53 anni (dal 1965 al 2018), il quale rimarrà comunque direttore emerito. E che Geraci ha affiancato come stretto collaboratore in qualità di vicemaestro per ben dodici anni.
Al neonominato maestro appartengono l’ormai celebre Alleluia eseguito durante la celebrazione presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI nel 2006, l’introito Il Signore ti ha colmato, composto per l’ordinazione episcopale di mons. Giuseppe Pellegrini nel marzo 2011, la Messa Vaticano II, elaborata sui celebri temi dell’omonima messa di Luigi Picchi, a solennizzare i pontificali in Cattedrale presieduti dal vescovo Zenti. E ancora i brani Nella tua pace e Tu vieni a cercarmi, Signore, eseguiti per le esequie del cardinale Attilio Nicora nell’aprile 2017.
La nuova gestione della Cappella Musicale, supportata dal Vicario per la Pastorale don Alessandro Bonetti, dal Capitolo della Cattedrale presieduto da mons. Sergio Fasol e dalla parrocchia della Cattedrale retta da don Luigi Cottarelli, ha già un programma ben guarnito, definito nel segno della continuità e rispetto per la tradizione, al contempo carico di una spinta innovatrice degna di alcuni suoi passati e illuminati maestri, che parte dalla promozione di un cambio generazionale, «volto a favorire l’entrata di giovani e competenti coristi, i quali arricchiranno questo servizio di nuove energie ed entusiasmo, sia dentro che attorno alla cappella musicale scaligera», preannuncia Geraci. Detto, fatto. A sei mesi dalla nuova direzione, infatti, nell’organico (costituito da una quarantina di cantori musicisti o comunque esperti nel canto corale, e accompagnato dal titolare d’organo Paolo Buro e dalla vice Letizia Butterin), hanno fatto ingresso già 18 nuove giovani voci, «che stanno contribuendo a innalzare notevolmente la qualità canora e stilistica delle esecuzioni».
Un rinnovamento che toccherà anche il repertorio, «privilegiando l’esecuzione di brani più vicini alle esigenze liturgico-musicali dettate dalle recenti indicazioni post conciliari, nel rispetto del testo sacro musicato e del momento rituale cui sono destinati, ovvero brani che favoriscano una più proficua partecipazione al canto da parte dei fedeli. Saranno inoltre introdotte partiture polifoniche di grandi compositori moderni come Britten, Kodàly, Poulenc o eccelsi compositori del passato come Palestrina, Liszt, Rheinberger, Perosi, Bartolucci, sempre per accrescere la bellezza dentro la liturgia. Tutto ciò tenendo a modello funzionale ed estetico del canto liturgico l’intramontabile Canto Gregoriano».
Terzo obiettivo è salvaguardare e promuovere il repertorio storico della Cappella, con particolare attenzione alla rivalutazione e divulgazione della ricca scrittura musicale custodita nell’adiacente Biblioteca Capitolare. E, infine, aprirsi al resto del territorio, favorendo il dialogo, la sinergia nonché lo scambio di esperienze liturgico-musicali, tra le varie realtà musicali e corali della diocesi.

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BIOGRAFIA E PRODUZIONI DI GIOVANNI GERACI - Compositore e direttore di coro consegue il Magistero in Arte Moderandi Choros (Musica Corale e Direzione di Coro) con summa cum laude presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma. Negli anni vince diversi concorsi di composizione; pubblica e incide per le Edizioni Carrara di Bergamo, per l’etichetta discografica Melosantiqua di Verona, per Domani Musica di Roma e per la Conferenza Episcopale Italiana. Dal 2007 vive e opera a Verona, città che lo ha accolto con grande affetto e generosità. Nella città scaligera svolge un’intensa attività musicale: dal 2018 è il maestro della Cappella Musicale della Cattedrale di Verona, per la quale da anni compone musiche destinate alla liturgia e diverse opere di musica sacra tra le quali spicca Le sette parole di Gesù in croce per Soli, Coro e Orchestra rappresentata il Venerdì Santo 2017 nella Chiesa di Santa Anastasia; in qualità di direttore, è tra i fondatori dell'ensemble vocale Scáliger Concéntus con il quale tiene una pregevole attività concertistica; per la Nova Schola Gregoriana e la In Dulci Jubilo compone le musiche strumentali di diversi Drammi Liturgici, su tutti il Tractus stellæ e il Planctus Mariæ, rappresentati negli anni in diverse città europee (Mosca, Zagabria, Padova, Roma, Verona); per Musica Dedicata, con il patrocinio della Diocesi di Verona, compone e incide su cd dal titolo Felicity, nove composizioni in stile crossover ispirate al pensiero di alcuni personaggi della fede della città scaligera; inoltre insegna Direzione Corale e Armonia presso la Scuola Diocesana di Musica Sacra ed educa i bimbi delle Scuole Aportiane a muovere i primi passi nell’universo sonoro.

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