Cantieri per il filobus e alberi, quelli con i nidi non saranno abbattuti

Una vittoria, secondo la presidente della consulta per il benessere degli animali Chiara Tosi. Ma alcuni comitati spingono per il blocco dell'opera. Mentre il PD è preoccupato dai ritardi

Un cantiere del filobus

Un accordo sul taglio degli alberi, ma nessun passo indietro sulla realizzazione del filobus. Hanno ottenuto un incontro con il presidente di Amt Francesco Barini, le associazioni ambientaliste e i comitati cittadini che si sono mobilitati per evitare l'abbattimento degli alberi di via Frà Giocondo nel punto dove dovrebbe sorgere un capolina del filobus. «In tale occasione, associazioni e comitati hanno formulato una serie di domande precise e puntuali, consegnando la relativa documentazione - ha riferito Chiara Tosi, coordinatrice regionale della Lipu e presidente della consulta per il benessere degli animali - Barini si è impegnato a svolgere la verifica della esistenza di eventuali nidi sugli alberi che dovrebbero essere abbattuti per il filobus, anche in periodo di non nidificazione. Se ci saranno nidi sulle piante, queste non saranno abbattute».

Le associazioni hanno quindi trovato un'intesa con il presidente dell'azienda incaricata di realizzare l'opera e non saranno tagliati gli alberi in cui sono presenti nidi di uccelli. Ma per alcuni comitati, l'unica vittoria sarà quando verranno bloccati i lavori per il filobus, un'infrastruttura giudicata inutile. «Il timore di noi cittadini è che si ripeta a Verona ciò che è già successo a Lecce, l'unica città italiana a dotarsi in tempi recenti (nel 2012), di un sistema filobus - hanno fatto sapere i veronesi contrari alla filovia - Nel capoluogo salentino, dopo soli sette anni, il sistema filobus è considerato da tutte le componenti politiche locali e dai cittadini leccesi come un danno permanente per la città».
Oltre al paragone con Lecce, i contrari al filobus hanno posto l'accento anche sugli eccessivi costi di costruzione e manutenzione della filovia, soldi che creano lavoro per le imprese che realizzano l'opera ma che «sono destinati a rovinare l'economia locale, ossia gli esercizi commerciali che si trovano sul tragitto del filobus, i quali saranno presto costretti a licenziare personale e probabilmente a chiudere». 

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Preoccupato per la lentezza dei cantieri aperti finora, è invece il Partito Democratico di Verona, il quale vorrebbe sapere come Amt e amministrazione comunale intendano garantire la viabilità nei quartieri interessati dai lavori con la ripresa delle scuole.
«I cantieri a Madonna di Campagna, via Dolomiti e Via Marmolada sembrano essere in totale abbandono - dicono il consigliere comunale Stefano Vallani e il consigliere della settima circoscrizione Carlo Pozzerle - Tra un mese il traffico stradale riprenderà ad essere sostenuto e l'11 settembre partirà l'anno scolastico. Si può immagine la moltiplicazione dei disagi in particolare nei pressi delle scuole».
In Borgo Venezia, la presidente della sesta circoscrizione Rita Andriani spiega che: «Il cantiere in via D'Arezzo è abbandonato da settimane, nel senso che non si vede nessun operaio al lavoro. Questo stallo preoccupa, considerato che tra un mese riprenderà l’attività della scuola primaria nelle immediate vicinanze del cantiere e la Virtus Verona riprenderà la stagione calcistica che porterà alla chiusura di un tratto di via Montorio nei giorni di partite. E ai primi di settembre è prevista la tradizionale sagra di Santa Croce proprio nei pressi del cantiere».
«E a Borgo Roma regna la più totale disinformazione su come verrà riorganizzata la viabilità nelle strade attraversate dal filobus in termini di sosta, corsie preferenziali e ciclabili - osserva il capogruppo PD in quinta circoscrizione Michele Bresaola - Non si conosce quale sarà l'impatto del filobus sul parco di Santa Teresa e in molte vie i plinti di sostegno sono stati tracciati proprio in mezzo ai marciapiedi, che così perderanno la loro funzione. E la realizzazione del capolinea al policlinico non è stata accompagnata da un aumento dei parcheggi».

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