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Cannabis light, anche Nardi contro Zelger: "Mozioni di stampo talebano"

Il presidente di Movimento Scaligero si schiera contro il consigliere leghista che vorrebbe vietare la vendita di questi prodotti: "Chiediamo ai consiglieri comunali, anche leghisti, di isolare queste posizioni di stampo tradizionalista cattolico"

Prendiamo atto che dopo le mozioni di stampo omofobe, anti abortiste e ora proibizioniste, il consigliere leghista Zelger vuole schiacciare il consiglio comunale di Verona su una visone Talebana della città. Noi del Movimento Scaligero, che abbiamo una visione liberale della nostra città chiediamo ai consiglieri comunali, anche leghisti, di isolare queste posizioni di stampo tradizionalista cattolico, che tendono a portare la città su una visione integralista della società civile.

È Andrea Nardi, presidente di Movimento Scaligero, ad intervenire sulla polemica nata in questi giorni tra Alberto Zelger, sostenuto da Vito Comencini e Andrea Bacciga, e Giorgio Pasetto. Il consigliere della Lega infatti ha presentato una proposta di delibera per limitare la vendita di cannabis light e appellarsi al Governo affinché la proibisca, incontrando la ferma opposizione del presidente di Area Liberal. 

Io personalmente come ex consigliere leghista della quarta circoscrizione mi ero fatto promotore della raccolta firme per la regolamentazione della prostituzione, poi ripresa a livello nazione dalla Lega Nord per arrivare ad un referendum. Ora la regolamentazione dei Negozi Canapai e della coltivazione della canapa, segue un po' lo stesso filone nel tentativo di sottrarre il mercato dello spaccio alla malavita organizzata e nel frattempo evita che i nostri ragazzi acquistino da essi cannabis con livelli di Thc pompati da miscele di sostanze chimiche, queste si veramente dannose e pericolose per la salute. Per non parlare dei vantaggi che la ripresa della coltivazione della canapa, con il suo utilizzo industriale nella produzione di carta, tessuti, cosmesi e in ambito edilizio, può portare al nostro settore agricolo anche locale, colpito dalla crisi del tabacco, tenendo conto che prima del proibizionismo l'Italia ne era il secondo produttore al mondo. Invitiamo quindi il consiglio comunale a bocciare queste mozioni di stampo talebano per non dare all'esterno una visione chiusa e proibizionista della nostra città. 

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