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Cannabis light, Comencini chiede misure limitative per i punti vendita

Il deputato della Lega e consigliere comunale, dopo l'indagine che ha sottolineato il boom dei negozi a Verona, si rivolge all'amministrazione perché sia approvata la proposta di delibera presentata alcuni mesi fa dal Alberto Zelger

Vito Comencini - Foto di repertorio

«A Verona la diffusione dei negozi che vendono cannabis è preoccupante, occorre agire quanto prima in maniera incisiva». Lo sostiene il deputato della Lega e consigliere comunale di Verona Vito Comencini, che sprona l’amministrazione a intervenire approvando la proposta di delibera presentata alcuni mesi fa dal collega leghista Alberto Zelger: «Il provvedimento è fermo negli uffici del Comune. Le mani delle istituzioni non sono completamente legate, gli spiragli ci sono. È necessario che vengano messe in atto le misure limitative consentite, così come avviene già con i negozi etnici in centro storico».

Secondo una recente indagine, a Verona si sarebbe verificato un vero e proprio boom dei negozi growshop, tanto che la città scaligera figura al sesto posto in Italia e al primo in Veneto per numero di esercizi commerciali (con 16 negozi, più 10 rispetto al 2018). «È la conferma che non si può più attendere oltre. Alcuni di questi esercizi si trovano in prossimità di scuole e centri di aggregazione giovanile – afferma Comencini -. Il provvedimento restrittivo dovrebbe prevedere che i negozi possano essere aperti soltanto a distanza di almeno 500 metri dai luoghi sensibili, tra cui appunto istituti scolastici, impianti sportivi, parchi, luoghi di culto e gli oratori, i centri culturali aperti al pubblico e più in generale i luoghi di ritrovo dei giovani». Inoltre, aggiunge il deputato e consigliere comunale, «va vietata l’esposizione di simboli e immagini pubblicitarie e occorre coinvolgere la polizia locale, con controlli periodici e frequenti nei negozi per verificare che venga rispettata la norma e prevedendo delle sanzioni pecuniarie».

Comencini conclude: «Come riportato di recente anche dal ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, la norma nata due anni fa per consentire la produzione di canapa per uso industriale ha legittimato il commercio al dettaglio della cannabis light, usata invece per altri scopi. E il Consiglio superiore di sanità non ha escluso che questo utilizzo possa rivelarsi pericoloso. Non va inoltre sottovalutato che il consumo di cannabis possa portare nelle persone vulnerabili all’uso di droghe ancora più pesanti».

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