Candidatura Unesco per il Tocatì "per la salvaguardia dei Giochi e Sport Tradizionali"

«Questo progetto è perfettamente coerente con le politiche regionali in materia di valorizzazione delle tradizioni e dell’identità veneta» ha sottolineato l'assessore veneto Cristiano Corazzari

Immagine di repertorio

Martedì mattina sono stati presentati a Venezia, al Grandi Stazioni della Regione, i contenuti e le finalità della candidatura multinazionale di iscrizione al patrimonio culturale immateriale tutelato dall’UNESCO di “Tocatì, un programma condiviso per la salvaguardia dei Giochi e Sport Tradizionali”.

Da festival di successo, ideato e realizzato dal 2003 a Verona dall’Associazione Giochi Antichi insieme all’amministrazione comunale, Tocatì è andato oltre l’evento, diventando un progetto ampio e ambizioso di salvaguardia di un patrimonio culturale immateriale che appartiene a tante comunità internazionali.

L’assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari, nel suo intervento di apertura, ha sottolineato proprio «l’originalità e lo straordinario valore culturale e storico» del programma e ha ricordato come la Regione non solo sostenga il festival sin dalla sua nascita, ma stia fornendo un concreto appoggio per l’iscrizione di Tocatì nel registro UNESCO, con l’approvazione di una deliberazione che attesta la condivisione del percorso di candidatura e con una lettera del Governatore veneto al Ministro italiano della cultura nella quale esprime a nome della Regione «pieno supporto istituzionale… confidando in un positivo esito della procedura, nella convinzione che il progetto possa sicuramente rientrare fra i casi esemplari nella salvaguardia del patrimonio intangibile, e che il riconoscimento concorrerebbe a promuovere valori quali il rispetto per le appartenenze locali e la diversità culturale, la conservazione di retaggi del passato e la trasmissione di saperi in continua evoluzione, favorendo una visione del patrimonio come processo vivo, veicolo di contenuti e funzioni sociali identitari».

«Questo progetto – ha ribadito l’assessore – è perfettamente coerente con le politiche regionali in materia di valorizzazione delle tradizioni e dell’identità veneta, una ricchezza che vogliamo conservare e tramandare alle future generazioni. Ma è anche un’iniziativa che pur guardando al passato, alla nostra storia, ha una forte carica di modernità che le deriva dal voler celebrare dei valori che vanno oltre le mode e mantengono un’innegabile attualità».

Dopo l’assessore regionale è intervenuto, in collegamento telefonico, il sindaco della città scaligera Federico Sboarina, che ha sottolineato l’importanza di Tocatì, oltre che culturale, anche in termini di attrattività turistica di Verona e poi, riferendosi al festival in programma il 19 e 20 settembre prossimi, ha auspicato «che l’evento sia un’occasione di rilancio e porti una ventata di serenità in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo».

Paolo Avigo, presidente dell’Associazione Giochi Antichi, ha evidenziato il carattere internazionale del progetto a cui hanno dato vita l’Italia (capofila), insieme a Belgio, Cipro, Croazia e Francia, ma al quale hanno già manifestato interesse anche altri Paesi. Avigo ha ricordato la complessità del processo di candidatura, che ha portato il 31 marzo scorso alla consegna del dossier, predisposto con l’aiuto della Regione del Veneto e del MIBACT, per il quale è intervenuto in collegamento da Roma Antonio Parente, direttore del Servizio UNESCO del Ministero, il quale ha evidenziato come questa sia la prima candidatura dell’Italia al registro di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (ICH).

Ora non rimane che attendere la risposta, che arriverà da Parigi, sede del segretariato UNESCO, prevista entro la fine del 2021.

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