Domenica, 17 Ottobre 2021
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Cambio delle frequenze TV: «500 mila veneti rischiano di restare senza televisioni locali»

È il presidente Luca Zaia ad intervenire sul tema dello switch off, che scatterà il 1° settembre 2021 in tutta Italia: «Le rassicurazioni in materie giunte dai Ministeri interessati ci confortano e ci consentono di dire che nessuna discriminazione sarà consumata»

«Che l’informazione, come chiedono i giornalisti Veneti, debba essere autonoma, indipendente, pluralistica e fondata sul lavoro di operatori in regola con i contratti e con una equa retribuzione, è un principio che definirei quasi ovvio. E al quale, comunque, come ho avuto modo di sottolineare in un messaggio che inviai qualche settimana fa a una iniziativa della FNSI, ho sempre voluto che l’Amministrazione regionale si adeguasse quotidianamente, in quella dialettica con gli organi di informazione che per me è stimolo a far meglio e controllo democratico sugli atti della Pubblica Amministrazione».

Lo dice il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, rivolgendosi al direttivo straordinario del Sindacato Giornalisti Veneti, riunito giovedìin Campo San Geremia per discutere della difficile situazione dell’editoria.

«Ma c’è un aspetto sul quale l’Amministrazione regionale ed il sottoscritto sono impegnati da mesi, con risultati che mi piace evidenziare. Parlo dello scottante tema dello switch off – dice Zaia - cioè la modifica delle frequenze televisive del digitale terrestre con la possibilità che 500 mila veneti residenti nel sud della provincia di Verona, in parte della provincia di Rovigo e nelle aree orientali delle province di Treviso e Venezia, possano restare per un periodo di settimane nella concreta impossibilità di ricevere i programmi delle televisioni locali. Ipotesi che spero il nostro intervento abbia definitivamente scongiurato.
Siamo riusciti a evitare, come giustamente i giornalisti mettono in rilievo, quella che sarebbe stata una pesante discriminazione tra emittenti nazionali e locali, un forte contraccolpo sulle audience che sappiamo essere in Veneto particolarmente alte, con conseguenti danni irrimediabili ai fatturati e, in ultima analisi la possibilità concreta di contraccolpi occupazionali che – prosegue Zaia - stante la drammatica situazione dell’editoria nazionale e locale, rischierebbero di non essere più riassorbiti.
Già dal 19 maggio avevo evidenziato al Governo queste tematiche, ottenendo che a metà giugno un primo risultato si evidenziasse: non soltanto la garanzia da Rai Way che sarà garantita alle emittenti Venete ‘pari ed equivalente ricevibilità ai programmi delle televisioni locali’, - riprende Zaia - ma soprattutto l’avvio di un tavolo tecnico che a tale assunto darà concreto sviluppo operativo e nel quale ci si confronterà per evitare una insopportabile discriminazione nei confronti di testate che raccontano, con vivacità e professionalità, i nostri territori e il loro andamento socioeconomico, e che ogni giorno sono guardate da milioni di Veneti.
Le rassicurazioni in materie giunte dai Ministeri interessati ci confortano e ci consentono di dire che nessuna discriminazione sarà consumata in Veneto – conclude il Presidente del Veneto –. Tuttavia, terremo alta la guardia affinché quanto ci è stato garantito venga mantenuto e realizzato. Non si pensi, in materia di informazione, di emittenza locale e di pluralismo, di passare sopra la testa dei veneti. L’informazione, quella libera e professionale che ogni giorno i giornalisti Veneti restituiscono ai cittadini, è un patrimonio di tutti. Soprattutto perché a chi, come me, amministra, serve davvero un cane da guardia che offra contestualmente spunti e controllo».

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