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Il termovalorizzatore di Ca' del Bue

Il termovalorizzatore di Ca' del Bue

Ca' del Bue, la Regione approva la variante. Bertucco: «Esclusa la procedura di V.I.A.»

Il consigliere di Verona in Comune ribadisce che sono rimasti inascoltati i pareri dei soggetti coinvolti, mentre Tommaso Ferrari approva il progetti di revamping ma chiede «l'istituzione di una commissione consiliare del Comune sull'impianto»

«La Regione Veneto con Decreto del Dirigente Ambiente n. 1103 del 29/12/2020 ha escluso dalla procedura di V.I.A. il revamping per il miglioramento impianto di digestione anaerobica ed impianto di selezione secco R.S.A.U. e R.S.U. dell’impianto di Ca’ del Bue.
Sono rimaste inascoltate le osservazioni e i pareri negativi presentati dalla Provincia di Verona, dal Comitato contro Ca’ del Bue e dal Comune di San Giovanni Lupatoto che evidenziavano le molte carenze della proposta progettuale presentata».

È Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, ad affrontare il tema dell'intervento che riguarda l'impianto di trattamento dei rifiuti di Ca' del Bue. Nei giorni scorsi infatti è arrivato l'ok dalla Direzione Ambientale della Regione Veneto alla seconda variante proposta da Agsm, che prevede la realizzazione di una sezione di essicazione. Questo nonostante i pareri negativi sul progetto arrivati dai soggetti indicati dallo stesso Bertucco, a cui va aggiunto quello del Comune di Verona, che a sua volta ha presentato alcune osservazioni. 

«Nel Decreto - prosegue Bertucco - ci sono alcuni passaggi che destano molte perplessità, come quando si scrive che: “… il Proponente ha indicato tra i comuni interessati dagli impatti il solo comune di Verona, sede di localizzazione dell’impianto. Nel merito si ritiene condivisibile la valutazione degli impatti effettuata in relazione alle varie matrici ambientali analizzate, la quale porta a dimostrare che gli impatti del progetto si esauriscono nel Comune di Verona. In particolare, per quanto attiene alla componente atmosfera, si richiama la conclusione del proponente: “gli impatti ritenuti significativi (ossia superiori al 5% del limite di legge) si esauriscono in prossimità del confine dell’impianto, evidenziando quindi che rimangono sempre all’interno del Comune di Verona” ...”. Pensare che l’inquinamento atmosferico prodotto dall’impianto di Ca’ del Bue si fermi ai confini amministrativi del Comune di Verona è assolutamente fantasioso.
Negli ultimi tempi si è fatta largo, pian piano, anche l’esigenza di rivedere le previsioni del Piano regionale dei rifiuti (scaduto, da pochi giorni, il 31/12/2020). Per fare cosa? Mentre il progetto di Revamping sottoposto a valutazione regionale riguarda “il miglioramento dell’impianto di digestione anaerobica e dell’impianto di selezione secco Rsau e Rsu”, di fatto Agsm non ha mai escluso la possibilità di una riattivazione dei forni. Anzi, l’incremento della produzione di combustibile adatto ai forni degli inceneritori, suggerisce che l’azienda voglia andare a parare proprio lì.
È evidente che invece il problema è l’incapacità dell’amministrazione Tosi e poi anche di quella Sboarina, di tornare a far crescere il valore della raccolta differenziata a Verona (ferma ancora sotto il 50%), è nata un’emergenza rifiuti che dura anche in questi giorni, e che ci vede costretti a chiedere a Venezia continue deroghe per permetterci di portare i rifiuti non differenziati prodotti dalla nostra città nella discarica tattica regionale di Sant’Urbano a Padova e nella discarica di Grumolo delle Abadesse a Vicenza. Un’accusa che la Regione Veneto mette nero su bianco negli ultimi provvedimenti emergenziali dove scrive che: “... la richiesta di conferire ad un impianto fuori la propria provincia è finalizzata a scongiurare il possibile insorgere di problematiche igienico-sanitarie conseguenti alla mancata gestione dei rifiuti urbani prodotti nei territori dei Consigli di Bacino “Verona Nord” e “Verona Città”;...”».

Dai due camini della sezione di essicazione è previsto che fuoriescano 58mila metri cubi/ora di polveri ognuno, ma per Palazzo Balbi "in riferimento alla componente atmosfera e odori si ritiene che la documentazione presentata dal proponente per la valutazione dell’impatto odorigeno e della dispersione in atmosfera degli inquinanti sia stata condotta in conformità alla linea guida della Regione Veneto", mentre per quanto riguarda i rumori "si ritiene necessario, come già imposto nella condizione ambientale n. 4 di cui al DDR n. 555/2020, che il proponente effettui una verifica post-operam con misurazione fonometrica con l’impianto in esercizio nella configurazione da progetto". 
Anche Tommaso Ferrari, consigliere comunale del Movimento Traguardi, è intervenuto sul progetto che, secondo Agsm e Regione, non dovrebbe quindi procurare problemi a territorio, ambiente e residenti a San Giovanni (le prime case distano meno di un chilometro dall'impianto).

«L'impianto di Ca' del Bue è utile per il ciclo integrato dei rifiuti in un'ottica di economia circolare, coerente con il programma europeo Green New Deal, ma è necessaria l'istituzione di una commissione consiliare del Comune sull'impianto, per avere la massima condivisione fra le forze politiche - ha detto Ferrari -. Il revamping di Ca' del Bue, per la produzione di Biometano, è una scelta importante che va nella giusta direzione: impianti di questo tipo servono e sono necessari per attuare la transizione energetica di cui spesso si parla. I cittadini e le forze politiche, che come noi, ritengono la lotta ai cambiamenti climatici una priorità non possono che salutare con favore questo intervento di AGSM - ha continuato Ferrari -. Le preoccupazioni manifestate dai cittadini, soprattutto nella settima circoscrizione, oltre che nei comuni della provincia confinanti con l'impianto, sono però legittime e necessitano di una trasparente ed esaustiva informazione fornita dagli organi competenti. Affrontare quindi il tema in un'apposita commissione consiliare è il primo passo per una piena condivisione del progetto. Oltre a ciò, il Comune deve intraprendere un dialogo costante con le amministrazioni dei comuni della provincia interessati dal progetto, per garantire all'impianto in funzione la piena trasparenza dei dati delle emissioni nei riguardi dei cittadini, per comprendere le ricadute positive sul territorio in termini ambientali ed evitare inutili contrapposizioni preventive", ha concluso il consigliere comunale

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