Fusione Agsm-Aim, la 5 Stelle veronese Businarolo interpella il Governo

La deputata cercherà un confronto con Achille Variati, sottosegretario all'Interno ed ex sindaco e presidente della Provincia di Vicenza. «Lo stallo delle trattative tra Agsm e Aim è preoccupante», scrive Businarolo

Sede Agsm (Foto di repertorio)

La municipalizzata veronese Agsm e quella vicentina Aim debbono mettersi di buona lena per cercare una fusione dal momento che si trovano in un contesto in cui la concorrenza è sempre più organizzata e di pezzatura sempre più rilevante. È questo il succo di una nota diramata ieri, 28 settembre, dalla deputata veronese Francesca Businarolo che siede tra i banchi del M5S. Il movimento, spiega l'inquilina di Montecitorio, rispetto alla questione «delle aziende partecipate, ha sempre messo al centro i servizi al cittadino, a cominciare dall’acqua pubblica».

Tuttavia durante gli ultimi anni, rimarca ancora la deputata, il mercato energetico ha visto l'emergere di colossi «come A2A ed Hera e una generale tendenza alla concentrazione». In un quadro del genere «i piccoli rischiano di essere schiacciati». Nello stesso contesto l'onorevole scaligera fa presente che «è necessario che Agsm trovi il suo spazio, salvaguardando i posti di lavoro e continuando a garantire i servizi essenziali alle stesse tariffe o, meglio, migliorarli facendo economia di scala. Lo stallo delle trattative tra Agsm e Aim è preoccupante: la situazione - dice la deputata - va sbloccata con la diplomazia e la capacità decisionale, non delegando a consulenti esterni che possono fare poco. Ora Achille Variati, già sindaco di Vicenza e già presidente della provincia è sottosegretario all'Interno: lo contatterò per capire i nodi del contendere».

Quello della Businarolo è per certi versi un cambio di rotta rispetto al passato. Durante gli anni scorsi infatti il M5S, specie a Vicenza, si era espresso con molto scetticismo rispetto ad una ipotesi che non era vista di buon occhio. Peraltro la fusione delle due multiutility era stata preconizzata quando a Verona il primo cittadino era Flavio Tosi che capitanava un raggruppamento di centrodestra e quando Vicenza era retta da una giunta a trazione democratica capitanata giustappunto da Variati (oggi sottosegretario agli Interni dopo una crisi di governo che ha visto la lega lasciare un esecutivo nazionale in coabitazione col M5S, esecutivo in cui è appunto subentrato il PD, ovvero il partito di Variati). Ad ogni modo le elezioni amministrative che si sono succedute nelle due città avevano comunque mutato lo scenario. Il capoluogo berico è andato in mano ad una coalizione di centrodestra, mentre Tosi, sbalzato dalla Lega nord, suo ex partito, si è progressivamente allontanato dal controllo dei gangli della città in cui oggi domina un centrodestra eterogeneo che fa riferimento al sindaco civico Federico Sboarina. In realtà la situazione è estremamente complessa. Dai dubbi circa la reale tenuta della galassia Aim specie in relazione allo stato della controllata Sit, fino al reale orizzonte della sciarada societaria attualmente in corso, le incognite politiche ed economiche sul futuro delle due multiservizio rimangono ancora sul tappeto del panorama veneto di riferimento.

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