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Pubblicità sessista sul bus di Atv, scoppia la polemica: "Chiamami, servizio completo"

Almeno un bus di Atv in circolazione a Verona si trova ad ospitare il manifesto pubblicitario che la consigliera di Parità della Provincia di Verona Paola Poli definisce "strumentalizzante e mercificante il corpo femminile per catturare l’attenzione ai fini commerciali"

Una provocante donna con rossetto rosso, cappello nero da diva del cinema, guanti neri che stringono un paio di manette messe in bella mostra per il pubblico e, a fianco, la scritta «Servizio completo con...». È la pubblicità di una ditta di sistemi di videosorveglianza ospitata da uno, probabilmente più di uno, dei mezzi per il trasporto pubblico di Atv.

Siamo nel 2018 e gli stereotipi a sfondo sessuale che vedono protagoniste le donne, evidentemente, ancora piacciono parecchio ai pubblicitari. Il primo a segnalare la ben poco edificante immagine affissa su un bus cittadino, è stato il giornalista Giorgio Montolli, pubblicando un post su Facebook che ha prodotto molteplici reazioni indignate.

In seguito è arrivata anche la nota polemica da parte della consigliera di Parità della Provincia di Verona Paola Poli, la quale al quotidianao L'Arena ha spiegato che «l'immagine stereotipata e sessista, è basata su un gioco di parole equivoco ed è un messaggio ammiccante che strumentalizza e mercifica il corpo femminile per catturare l’attenzione ai fini commerciali».

Al di là dell'idea che privatamente ciascuno può avere al riguardo (siamo sicuri, purtroppo, che non mancheranno i commenti minimizzanti al riguardo), il nocciolo vero del problema è ovviamente rappresentato dal fatto che la pubblicità in oggetto sia stata ospitata da un mezzo pubblico di Atv. Una pubblicità, per l'appunto, che con ogni probabilità si trova a violare, a causa del suo contenuto stereotipato e sessista, il protocollo stipulato dall'Associazione dei Comuni (ANCI) e l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, in particolare all'articolo 1 comma 2 dove si invitano tutti i Comuni e le amministrazioni a dare spazio a pubblicità che «tutelino la dignità della donna, rispettino il principio di pari opportunità e diffondano valori positivi sulla figura femminile», o ancora «evitino il ricorso a stereotipi di genere offensivi».

Bingo, bingo, forse sarebbe davvero il caso di rimuoverla questa ammiccante affiche dal sapore alquanto retrivo, ma sarebbe anche interessante avere il parere sull'argomento dell'assessore alle Pari Opportunità del Comune di Verona Francesca Briani.

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