Crede di aderire ad un buono sconto, invece è un contratto per una spesa da 5 mila euro

Una donna di Peschiera del Garda si è rivolta all'Associazione Consumatori 24: «I suddetti contratti, sono solitamente sottoposti al consumatore con poca chiarezza da parte dei venditori rappresentanti»

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Negli scorsi giorni è pervenuto all’Associazione Consumatori 24 l’ennesimo caso di contratto porta a porta. «I suddetti contratti - riferisce l'associazione -, di per sé molto impegnativi poiché solitamente vincolano ed obbligano ad esosi acquisti da effettuarsi in un breve lasso temporale, sono solitamente sottoposti al consumatore con poca chiarezza da parte dei venditori rappresentanti».

Dinamiche che sarebbero sempre le stesse e che questa volta hanno visto coinvolta la Signora R.R., residente a Peschiera del Garda. 
Come riferisce Consumatori 24, tramite una telefonata, alla donna sarebbe stata presentata la possibilità di aderire a degli sconti e con l’occasione è stato accordato un appuntamento a domicilio con un consulente per la firma degli stessi. Giunto il rappresentante, le sarebbero state fatte firmare delle carte, presentate come un’adesione a questi preannunciati sconti, e le è stato dunque consegnato un catalogo contenente la merce sulla quale, qualora avesse voluto, avrebbe potuto applicare queste agevolazioni. Dopo circa 15 giorni di silenzio R.R. ha quindi ricevuto una successiva telefonata da parte del referente per procedere, stavolta obbligatoriamente, con la scelta della merce presente nella brochure e all’effettuazione di un ordine. L'ignara signora avrebbe così scoperto di aver aderito ad un vero e proprio contratto che la obbliga all’acquisto di beni per quasi 5mila euro entro i successivi 36 mesi.

Preoccupata, R.R. ha così deciso di rivolgersi all’Associazione Consumatori 24 poiché nel caso di specie le avrebbero oltretutto fatto firmare una cambiale del valore di quasi 2.500 euro.
Grazie alla sua esperienza nel settore, l'associazione ha tempestivamente provveduto a prendere contatti con la società padovana in questione. Un intervento che avrebbe avuto un risvolto positivo nella vicenda: il contratto oggetto della controversia sarebbe stato annullato ed il titolo cambiale restituito.

«Le Società impegnate in questo tipo di attività sono diverse e tutte finora seguono lo stesso modus operandi sopra descritto - ribadisce Consumatori 24-. Si invita a prestare quindi la massima attenzione per non ritrovarsi coinvolti in una situazione analoga a quella sopra descritta ed in ogni caso, in situazioni delicate come queste, si consiglia di rivolgersi ad un professionista esperto che possa trattare la tematica con la massima attenzione, al fine di risolvere la vertenza».

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