Buoni fruttiferi cointestati, il tribunale di Verona condanna Poste Italiane

L'autorità giudiziaria scaligera ha dato ragione ad un socio Adiconsum, stabilendo che tali prodotti d'investimento possono essere incassati su presentazione del titolo da parte di uno solo dei cointestatati

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I buoni postali cointestati possono essere incassati su presentazione del titolo da parte di uno solo dei cointestatati. Lo ha stabilito il Tribunale di Verona su istanza di un socio di Adiconsum Verona, stabilendo che la clausola di pari facoltà di rimborso attribuisce a ciascuno dei contitolari, in possesso del buono, il diritto di riscuotere il titolo per l’intero su semplice presentazione.
La vicenda, apparentemente pacifica, ha visto il necessario ricorso all’Autorità giudiziaria ed è stata divulgata dalla stessa associazione dei consumatori.

L’ufficio di Poste della montagna veronese aveva chiesto per incassare i buoni postali la presenza di entrambe le persone i cui nominativi erano indicati sul buono. Adiconsum aveva sporto reclamo chiarendo a Poste Italiane che i buoni possono essere incassati anche una sola delle persone indicate nei titoli; poi, aveva presentato ricorso all’Arbitro bancario finanziario che aveva confermato il diritto dell’intestatario.

Nonostante la decisione dell’Arbitro, Poste Italiane aveva rimborsato il buono tramite emissione di un assegno intestato alle due persone indicate nel buono. L'associazione quindi ha dovuto rivolgersi al Tribunale, dove il Giudice, dottoressa Eugenia Tommasi di Vignano ha dato ragione all’associato di Adiconsum Verona.

I buoni sono rimborsabili a vista presso l’ufficio di emissione per capitale ed interessi, vale a dire senza che il rimborso del buono sia subordinato ad alcuna particolare o specifica modalità di riscossione, consentendo al portatore cointestatario del titolo, avvalendosi della clausola di pari facoltà di rimborso, di chiedere a vista l’ufficio postale di emissione il pagamento dell’intero importo del buono, comprensivo degli interessi maturati, senza che sia necessaria la quietanza congiunta degli aventi diritto.

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Questa sentenza fa da precedente e aiuterà l’associazione a risolvere quei tanti casi di ostruzionismo da parte di Poste italiane che nega il rimborso dei buoni al singolo cointestatario.

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