Un bosco nuovo all'ex cava Speziala, la politica veronese si divide

La proposta giunge dalla società che ha la proprietà dell'area, dove in questi decenni è nato un bosco spontaneo che verrebbe tolto per far spazio ad una zona verde più accessibile

Alberi dell'ex cava Speziala

Riempire l'ex cava Speziala della terra che verrà scavata dai cantieri della Tav Brescia-Verona, per poterci creare un bosco accessibile a tutti. Questa la proposta avanzata dalla società Area, proprietaria dell'ex cava. Un progetto condivisibile, se non fosse che un bosco, l'ex cava Speziala, ce l'ha già ed è quello formato dalle piante che sono cresciute spontaneamente nel sito compreso tra le vie Lugagnano, Ferrari e Brigata Aosta, nel quartiere San Massimo di Verona. Un sito che però, così com'è, non è facilmente fruibile dalla cittadinanza. Ed è qui che la politica locale si divide, oltre ad esserci un impedimento risalente all'amministrazione Zanotto, la quale aveva vincolato l'area, preservando così il verde nato nell'ex cava.

La proposta di Area è stata approvata dalla terza circoscrizione, nonostante l'opposizione del Partito Democratico che ha giudicato il progetto «pesantissimo ed invasivo».

Porterebbe nel quartiere decine e decine di camion al giorno per molti anni per la movimentazione del materiale - hanno scritto Sergio Carollo, capogruppo PD in terza circoscrizione, e Federico Benini, capogruppo PD in consiglio comunale - Si prevede infatti di interrare qualcosa come un milione di tonnellate di terre di scavo, provenienti per la maggior parte dai cantieri della Tav tra Verona e Sommacampagna. E questo significherebbe anche sacrificare il bosco spontaneamente cresciuto durante i decenni di abbandono.
Vista la cocciutaggine della maggioranza, che non vuole fare fronte comune con i cittadini, abbiamo allora chiesto che, se proprio lo devono fare, facciano in modo che al termine dei lavori l'intera area della cava sia destinata a parco pubblico, e non soltanto una piccola parte perimetrale.

A favore, invece, della proposta dell'azienda, è intervenuto Fabio Venturi di Generazione Verona.

Per la ex cava Speziala c'è un progetto di buonsenso, sicuramente migliorabile nei dettagli ma finalmente c'è una via di uscita ad un tema che assilla gli abitanti di San Massimo da decenni - scrive Venturi - C'è un imprenditore che dovrebbe avere la fiducia dell'amministrazione, che ha proposto una soluzione a costo zero, che permetterà a quest'area di essere finalmente riqualificata ed in parte resa disponibile ai veronesi.
Non si può amministrare con la paura di ogni ombra, di ogni comitato, di ogni chiacchiera. Verona vuole coraggio! Abbiamo perso tantissimi investitori in questi due anni, abbiamo perso opportunità e nei prossimi anni ce ne renderemo conto purtroppo. Cerchiamo di non perder anche questo.

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