Bonus Inps ed elezioni: la Lega ricandidi i tre esponenti finiti al centro della polemica

Perché il presidente del Veneto Luca Zaia dovrebbe ricandidarli tutti "senza se e senza ma"

Il consigliere regionale della Lega Alessandro Montagnoli - foto Facebook

Possiamo dire una cosa che forse farà arrabbiare qualcuno? La Lega in Veneto dovrebbe ricandidare tutti e tre i suoi esponenti ora al centro dell'attenzione mediatica per la questione "bonus Inps", e dovrebbe farlo senza se e senza ma. Il ragionamento è molto semplice, per quanto ad oggi il vento soffi da tutt'altra parte. Addirittura in queste ore parrebbe che uno dei tre esponenti leghisti, il consigliere regionale di Treviso Barbisan, abbia annunciato pubblicamente di ritirare la propria candidatura, anticipando così le eventuali scelte del governatore Luca Zaia che dovrebbe incontrare prossimamente i tre colleghi di partito: «Con grande serenità ho deciso di rinunciare alla candidatura al Consiglio Regionale, per porre fine alle vergognose strumentalizzazioni e illazioni che in queste ore imperversano su media e stampa e coinvolgono ingiustamente la mia famiglia e vorrebbero infangare la mia reputazione e quella del movimento cui mi onoro di appartenere da 23 anni», così avrebbe scritto il consigliere Riccardo Barbisan secondo ciò che riporta il quotidiano la tribuna di Treviso.

Da un'altra regione, il Piemonte, così come da un altro partito, il Pd, viene poi la notizia dell'«autosospensione» del consigliere regionale dem Diego Sarno, il quale anche lui aveva spiegato di aver ottenuto «per errore» il bonus e, una volta resosene conto, di aver devoluto le somme in beneficenza per l'emergenza Covid: «Prendiamo atto della decisione di Diego Sarno di autosospendersi dall'adesione al Partito Democratico. - si legge in una nota del Pd in Piemonte - Accettiamo la decisione in quanto questo consentirà a lui di essere più libero di difendersi da accuse mediatiche e al partito di mantenere con credibilità una posizione di ferma condanna nei confronti di inopportune richieste di bonus destinati a lavoratori autonomi in difficoltà». 

Post Facebook Partito Democratico Piemonte

Il post Facebook del Partito Democratico Piemonte

Accuse mediatiche? Ora, se di questo si tratta non vi è alcuna ragione né di autosospendersi, né tantomeno di non ricandidare dei consiglieri regionali alle prossime elezioni. E torniamo dunque alla nostra questione iniziale: la Lega in Veneto dovrebbe ricandidare Barbisan, Montagnoli e Forcolin, senza se e senza ma. Il governatore del Veneto Luca Zaia nella giornata di ieri in un intervento da Treviso ha tenuto a sottolineare che «le situazioni sono diverse tra i tre casi, da un lato abbiamo due casi di consiglieri che hanno fatto richiesta del bonus e poi lo hanno elargito ad altre realtà per il Covid o associazioni, mentre il terzo caso che è quello del vicepresidente e va spiegato bene, il quale dice che la domanda è stata fatta direttamente dallo studio associato, ma quando l'Inps ha chiesto ulteriori documentazioni nessuno ha presentato ulteriore documentazione, per cui quella è una domanda che non esiste».

A nostro avviso i tre casi sono in realtà tutti diversi tra loro, poiché anche quello di Barbisan si differenzia da quello di Montagnoli. Il consigliere regionale di Treviso nella sua spiegazione fornita pubblicamente ha dichiarato di essere stato inconsapevole dell'inoltro da pate del proprio commercialista della richiesta per ottenere il bonus. Altra cosa sarebbe invece successa, secondo quanto rivelato dallo stesso Alessandro Montagnoli, nel caso del consigliere regionale veronese: «Quando è uscito il decreto "Cura Italia", che riguardava tutti i lavoratori autonomi, ho deciso con mia moglie di richiedere il bonus con l’intento fin da subito di devolverli per l’emergenza Covid e a chi lavora nella protezione civile», così scrive il consigliere regionale della Lega Alessandro Montagnoli nel suo post Facebook di spiegazioni. «Ho deciso di richiedere il bonus», significa che c'era piena consapevolezza nel farlo e che il fine, come sempre spiegato nel post, era «fin da subito di devolverli per l’emergenza Covid e a chi lavora nella protezione civile».

Post Facebook Alessandro Montagnoli

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Fatte salve dunque tutte le distinzioni tra i tre casi presi in esame, oltre che ricordato per l'ennesima volta come non vi siano in gioco questioni di "illegalità", poiché le richieste sono tutte formalmente legittime, bensì ne va semmai di alcune ragioni di "opportunità politica", vi è un elemento comune a tutte e tre le posizioni degli esponenti della Lega in Veneto coinvolti. E cioè, il fatto di aver sin da subito presentato pubblicamente una spiegazione, ciascuno la propria versione, riguardo quanto sarebbe avvenuto. Il partito a questo punto non può che prendere atto della "buona fede" dei suoi tre esponenti e ricandidarli tutti alle prossime elezioni regionali. In alternativa certificherebbe di non credere alle loro spiegazioni, ma questo evidentemente sarebbe a quel punto un doppio problema per la Lega che, cercando di risolvere il primo grattacapo ne produrrebbe un secondo: le spiegazioni dei tre esponenti, a ben guardare, sono tutte plausibili, ma se a credergli non è nemmeno il loro partito di rifermento, perché dovrebbero farlo gli elettori?

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