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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Bodycam agli steward del Bentegodi, si comincia dalla sfida con la Juve

Otto addetti al pubblico indosseranno delle telecamere per poter riprendere ciò che accade sugli spalti. Uno strumento in più per identificare eventuali responsabili di episodi di violenza o di cori razzisti

Lo ha annunciato ieri, 5 febbraio, il prefetto di Verona Donato Cafagna durante la presentazione degli ultimi dati sull'ordine e la sicurezza pubblica della provincia scaligera: «Verona sarà città pilota nell'utilizzo delle bodycam per gli steward del Bentegodi». Ed infatti, già da sabato prossimo, 8 febbraio, quando l'Hellas ospiterà la Juventus, otto addetti al pubblico del Bentegodi indosseranno delle telecamere per poter riprendere ciò che accade sugli spalti. Uno strumento in più, secondo il prefetto, per identificare eventuali responsabili di episodi di violenza o i tifosi che si lasciano andare a cori o ad insulti razzisti.

Una dimostrazione di buona volontà per l'Hellas Verona, finita mesi fa al centro della cronaca per i cori razzisti rivolti a Mario Balotelli. Il tentativo dell'Hellas è quello di liberarsi dal rischio della responsabilità oggettiva, ovvero della responsabilità (e quindi delle sanzioni) riconosciuta ai club nei casi di razzismo sulle curve e sulle tribune. Una responsabilità che in alcuni casi, in Italia, si è trasformata anche in un'arma di ricatto da parte delle tifoserie, pronte ad intonare cori razzisti per colpire una società calcistica che non le accontenta.
Anche con l'uso delle bodycam, invece, l'Hellas punta verso la responsabilità soggettiva, ovvero sulla capacità di individuare e punire solo quei tifosi che si comportano scorrettamente.

E a questa notizia non poteva mancare il commento, ovviamente negativo, del dirigente veronese di Forza Nuova Luca Castellini, colpito da un Daspo di 5 anni e bandito dal Bentegodi fino al 2030 per il «caso Balotelli».

Verona è di fatto la prima cavia orwelliana del Grande Fratello: vivere sotto il costante controllo di telecamere in una capillare azione di sorveglianza di massa, che non solo violerà la privacy, ma impedirà anche l'opposizione politica e le proteste sociali. Ma i primi schiavi saranno anche i primi ribelli.

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