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Nessuna addizionale Irpef e investimenti, la Regione vara il suo bilancio

La proposta di legge di bilancio, legge di stabilità e relativo collegato 2020-2022 è stata approvata dalla giunta, su indicazione del vicepresidente e assessore al bilancio Gianluca Forcolin

 

La giunta regionale del Veneto, presieduta da Luca Zaia, ha varato ieri, 20 agosto, la manovra di bilancio per il prossimo triennio. La proposta di legge di bilancio, legge di stabilità e relativo collegato 2020-2022 è stata approvata, su indicazione del vicepresidente e assessore al bilancio Gianluca Forcolin.

La manovra ha un valore complessivo per il 2020 di circa 16 miliardi di euro ed è possibile grazie a scelte mirate e razionalizzazioni importanti che permettono risparmi e incrementi di entrate da poter mettere a disposizione dei settori ritenuti più sensibili e strategici.
Entrate importanti si sono avute grazie alle alienazioni degli immobili regionali ed in quest'ottica si prevedono ulteriori tre milioni di euro di entrate a seguito di procedure di vendita imminenti, a cui seguiranno ulteriori importanti dismissioni e valorizzazioni.
In questo scenario, si conferma la linea tax free del Veneto, unica regione che non ha provveduto ad alcuna addizionale Irpef.

Tra le principali voci del prossimo triennio, l'amministrazione regionale è pronta a pianificare finanziariamente la realizzazione dei giochi olimpici invernali 2026. Dal 2020 e fino al 2026, infatti, sono previsti 112,5 milioni di euro di investimenti e accantonamenti per le garanzie da fornire al Cio per dimostrare subito la serietà del Veneto nel portare a buon fine l'evento olimpico. Si tratta di tutte risorse che resteranno sul territorio e che al termine dei giochi olimpici ritorneranno nella disponibilità della Regione per nuovi investimenti.

Nella manovra, si ridefinisce la partita dei fondi regionali destinati allo sviluppo del tessuto economico su tutti i vari fronti strategici: industria, artigianato, commercio, turismo, agricoltura, lavori pubblici e infrastrutture, ambiente. La nuova gestione dei fondi, che sarà operativa dalla seconda metà del 2020, è volta a recepire non solo le più recenti normative che regolano la materia, ma anche e soprattutto a tener conto dei profondi cambiamenti che hanno interessato il tessuto economico ed imprenditoriale veneto e, quindi, ad attualizzare gli strumenti finanziari ad un più adeguato ed efficace sostegno da parte della Regione alle imprese e all'economia del Veneto.

Tra le tante voci del bilancio approvato, la giunta ha voluto mettere in risalto alcuni punti, come i 6 milioni nel triennio per il ristoro dei canoni idrici alle province e la conferma dei finanziamenti alle scuole paritarie. Confermati anche i 21.350.000 euro annui per il triennio 2020-2022 per lo svolgimento delle attività dei lavoratori forestali e confermati i 65 milioni per il cofinanziamento dei programmi comunitari, per raggiungere la performance massima nell'attuazione di questi programmi. 24 milioni di euro saranno stanziati nel 2020 per il sistema della formazione professionale, 20 milioni per la prevenzione e la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico e sono stati garantiti 60 milioni nel triennio per gli oneri del trasporto pubblico locale. Altri 27,5 milioni di euro nel 2020 andranno al sistema viario e 5 milioni saranno destinati a opere pubbliche. Infine, tre milioni serviranno a migliorare l'organico regionale, con nuove figure specializzate e formate, per potere garantire migliori servizi.

Con questa manovra siamo al decimo anno di un bilancio tax free - è il commento del presidente Luca Zaia - Significa che non imponiamo ai cittadini alcuna addizionale Irpef e quindi non mettiamo le mani nelle tasche dei veneti per circa un miliardo e 179 mila euro all'anno. Al tempo stesso non tagliamo servizi.
Nel giro di un paio di mesi contiamo che  possa svolgersi tutta la discussione in consiglio regionale sul bilancio. Tempi rapidi, significano iniziare l'anno entrante con risorse certe e immediatamente disponibili per gli organi regionali e, quindi, dare rapidamente ai cittadini e alle imprese venete le risposte necessarie senza incertezze o rallentamenti burocratici.
Se guardiamo l'evoluzione dei bilanci da quando questa amministrazione è in carica, sicuramente si nota una cura dimagrante; basta pensare che dieci anni fa abbiamo trovato la disponibilità di cassa libera che ammontava a mezzo miliardo di euro, oggi è una partita che gestiamo con cinquanta milioni a causa dei tagli statali negli anni scorsi. Tagli che, però, siamo riusciti a non far gravare sui cittadini e sulle imprese. Da quando ci siamo noi, ad esempio, i fondi comunitari sono impiegati totalmente, e bene, perché c’è stato il coraggio di prendere sessanta milioni di euro all’anno e destinarli in bilancio a cofinanziare dal primo giorno i contributi europei. In poche parole: una sfida, quella di mettere i soldi subito sul tavolo ed evitare attese e agonie ai destinatari.
Questo è l'ultimo bilancio di questa giunta. È solido, pulito. Lasciamo i conti in ordine.

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