Estate Teatrale Veronese, nonostante Covid-19 sfiorati 10mila spettatori

A fare il bilancio della stagione estiva 2020, l'assessore alla cultura Francesca Briani insieme al direttore artistico Carlo Mangolini

Mangolini e Briani

Serate uniche senza repliche, allestimenti essenziali, riadattamenti nati durante il lockdown e un Teatro Romano inedito a soli 310 posti. La 72esima edizione dell’Estate Teatrale Veronese, rassegna organizzata dal Comune di Verona, resterà nella storia. Soprattutto per aver rimesso in moto il settore degli spettacoli dal vivo non appena è stato possibile farlo, sfiorando i 10mila spettatori in poco più di due mesi, nonostante limitazioni e protocolli. E alzando non uno ma ben tre sipari in altrettanti luoghi di spettacolo. Delle 9.744 presenze totali, 6.631 sono state conteggiate al Teatro Romano, 2.268 al Chiostro di Santa Eufemia, palcoscenico dedicato ai giovani sia artisti che spettatori, e 845 a Forte Gisella con gli appuntamenti per i bambini.

Al Teatro Romano sono state 26 le serate che si sono susseguite dal 18 luglio al 21 settembre, con 9 prime nazionali e 5 coproduzioni. Serate quasi tutte sold out quelle delle compagnie nazionali. Non meno significativo il dato delle realtà professionali veronesi, inserite nel cartellone con la volontà di sostenere gli artisti locali. Dei 5 titoli programmati 3 hanno registrato il tutto esaurito.
Grande riscontro di pubblico anche per i cinque appuntamenti di danza e per i concerti delle tre sezioni musicali: Verona Jazz, Rumors Illazioni Vocali e Venerazioni.

A fare il bilancio della stagione estiva 2020, che si è conclusa settimana scorsa, l'assessore alla cultura Francesca Briani insieme al direttore artistico Carlo Mangolini. La rassegna è stata inoltre realizzata con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Regione Veneto, in collaborazione con Arteven, con il supporto di Cattolica Assicurazioni e Banco Bpm e con il patrocinio di Esu Verona.

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«Quello che siamo riusciti a fare in questo anno complicatissimo ha del miracoloso - ha sottolineato Briani - Se gli altri anni, con i tradizionali 1.700 posti del Teatro Romano e le numerose repliche, si toccava quota 43 mila spettatori, essere arrivati a 10 mila nonostante il forte contingentamento di posti e serate uniche è davvero un dato eccezionale. È stato programmato un cartellone efficace, dando un segno di discontinuità, pur mantenendo la tradizione shakespeariana. Questo ci ha permesso di intercettare un pubblico eterogeneo. I risultati raggiunti sono il frutto di un grande lavoro di squadra e il miglior auspicio per un futuro di ritrovata normalità. Siamo soddisfatti e orgogliosi, infatti, di aver realizzato una stagione così straordinaria, ma speriamo resti unica nella storia».
«A maggio, quando si è capito che avremmo potuto realizzare la rassegna estiva, questi risultati erano inimmaginabili - ha aggiunto Carlo Mangolini - Così come era impensabile che il pubblico e la critica ci avrebbero trasmesso tutto questo affetto e sostegno, ripagandoci del lavoro e degli ostacoli che abbiamo dovuto superare. Resterà indimenticabile veder ballare l'intero Teatro Romano con "R.osa" di Silvia Gribaudi, assieme alla travolgente performer Claudia Marsicano. Così come la cura con la quale Enrico Castellani e Valeria Raimondi di Babilonia Teatri hanno accompagnato Ugo Pagliai e Paola Gassman in un insolito viaggio nel mito di "Romeo e Giulietta". Un commovente dialogo tra generazioni artistiche ed anagrafiche lontane tra loro che ha saputo sintetizzare sulla scena la mia idea di teatro di comunità, capace di mettere insieme sguardi e sensibilità plurali, per parlare a pubblici diversi».

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